BERSET: nessuna decisione nell’incontro con le autorità cantonali

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SITUAZIONE STRAORDINARIA: Alain Berset sarebbe intenzionato a riportarla a
SITUAZIONE STRAORDINARIA: Alain Berset sarebbe intenzionato a riportarla a "speciale"
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Conferenza stampa

Mentre in alcune zone della Svizzera gli ospedali sono al collasso a causa del repentino aumento dei casi di contagio da coronavirus, il Consiglio Federale ha incontrato le autorità cantonali per cercare di concordare insieme nuove misure per il contenimento della pandemia in corso.

Sostanzialmente non si è giunti a nessuna conclusione ma si è ribadito alla popolazione di cercare in ogni modo di contenere la diffusione del virus che, nella sola giornata di ieri, ha fatto registrare in Svizzera 2’883 nuovi casi positivi.

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Sommaruga: “I contagi di coronavirus stanno aumentando velocemente. Noi facciamo appello alla popolazione per fare in modo di gestire la situazione. È importante reagire rapidamente e interrompere questa tendenza e frenare la diffusione del virus. Prima reagiamo e meno saranno le limitazioni per la popolazione e l’economia. Da quando siamo tornati alla situazione particolare i Cantoni hanno preso la gestione della pandemia. La situazione della pandemia è stata discussa in tutte le riunioni del Consiglio federale, lo scambio tra Confederazione e Cantoni è stato intenso e positivo. Tutti abbiamo un interesse comune, nelle ultime settimane e negli ultimi giorni la situazione è cambiata, i contagi sono aumentati è importante che Confederazione e Cantoni agiscano in modo coordinato.

Sommaruga: “Abbiamo cercato di definire la procedura, ci siamo incontrati con i rappresentanti dei Cantoni perché è importante sedere attorno allo stesso tavolo. Siamo concordi con le misure basilari perché sono le migliori per frenare il contagio. Sono semplici e sappiamo che funzionano. Ma queste misure devono essere applicate. Dobbiamo ricompattarci. I passi successivi: Confederazione e Cantoni si sono messi d’accordo sulle misure rafforzate. Portare la mascherina ridurre il numero dei contatti. Il tracciamento dei contagi è importante, è una sicurezza. Il dipartimento dell’economia diretto da Parmelin cercherà di dare un aiuto concreto anche con la protezione civile. Anche i test vanno intensificati e ci vuole una collaborazione tra Confederazione e Cantoni”.

Sommaruga: “I Cantoni possono andare oltre, per questo abbiamo deciso di rimanere nella situazione particolare. Chiediamo piccole misure come intensificare quando è possibile il lavoro da casa. La situazione è seria, dobbiamo tenere sotto controllo il virus. Se tutti ci diamo da fare abbiamo solo da guadagnarci”.

Rathgeb, presidente della Conferenza dei governi cantonali (Cdc): “I Cantoni e la Confederazione hanno collaborato intensamente e insieme hanno cercato di superare la situazione. Il sistema federale svizzero ha dimostrato di essere valido e naturalmente significa procedere congiuntamente. È corretto che i Cantoni possano rispondere in modo differenziato. Noi lavoriamo mano nella mano, ma in questa situazione siamo molto sollecitati. Il nostro obiettivo comune è riuscire a tenere a bada il virus ed evitare il confinamento. In una società aperta e democratica possono avere un effetto solo limitato e per questo lancio un appello alla responsabilità individuale”.

Berset: “L’inverno sarà difficile, questo aumento è arrivato più in fretta del previsto. Da 8 giorni a questa parte abbiamo tantissimi casi al giorno. L’evoluzione è troppo alta in Svizzera, è quattro volte più veloce rispetto a poche settimane fa. Le ospedalizzazioni sono sotto controllo ma sono al rialzo. In queste condizioni dobbiamo evitare il confinamento e abbiamo bisogno di nuove misure: la misura principale dipende dal comportamento individuale. I Cantoni hanno il testimone in mano, la Confederazione però non è stata a guardare”.

Berset: “Dobbiamo ridurre contatti inutili e domani valuteremo nuove misure per cercare di padroneggiare la situazione. Non bisogna dimenticare che il tracciamento dei contatti è fondamentale, è l’unico modo per tenere un certo controllo della pandemia. Ogni franco investito nel tracciamento è sempre un buon investimento. Questo sviluppo ci deve preoccupare, siamo solo a metà ottobre. Pensavamo arrivasse dopo e ora ci troviamo già in una situazione di difficoltà è un dinamismo conosciuto nella pandemia. In questa situazione voglio ricordare che le misure più importanti sono quelle che conosciamo già: l’igienizzazione, la distanza e il tracciamento. Dovete scaricare l’app SwissCovid per aiutare al tracciamento dei contatti. La situazione da alcuni giorni a questa parte è nuova e per questo dobbiamo fornire una risposta”.

Engelberg, presidente la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS): È stato uno scambio proficuo. La valutazione epidemiologica è condivisibile, la situazione è seria. Il numero dei contatti è in aumento in maniera preoccupante. Tra due settimane potremo vedere la conseguenza dell’aumento dei contagi negli ospedali. Voglio ribadire anche io le misure necessarie: scaricare l’app, utilizzare la mascherina e mantenersi a distanza. Le raccomandazioni si rivolgono a tutti i Cantoni. Tutti devono verificare le misure che applicano sul territorio, da domani io mi aspetto un inasprimento delle misure sugli assembramenti, mascherine e il settore della ristorazione”.

Engelberg: “Il tracciamento è fondamentale, i Cantoni hanno investimento tante risorse per questo strumento. Il tracciamento è una rete di sicurezza ma noi dobbiamo tenere conto di tutta la dinamica della pandemia, ora il tracciamento è sotto pressione. Le misure restrittive ci devono essere. L’evoluzione epidemiologica degli ultimi giorni ci ha portato a capire di ottimizzare le risorse. La nostra libertà potrebbe essere limitata in parte ma lo facciamo perché la libertà individuale di tutti noi possa essere salvaguardata al meglio durante tutto l’inverno ma ci vuole uno sforzo in più”.

Camenzind: “Crollo storico dell’economia e in base alle previsioni è anche limitato grazie alle misure della Confederazione. La crisi economica nei Cantoni è stata differenziata, i cantoni più toccati hanno anche un – 10% del PIL. Per l’economia bisogna evitare un confinamento nazionale e regionale, in particolare non dobbiamo far sì che aziende e cantieri debbano chiudere. Se si chiude una sola ditta si potrebbero rivelare conseguenze su tantissime altre.

Ineichen-Fleisch, SECO: “Siamo confrontati a una grande recessione quest’anno. Per il settore degli eventi rimane difficile, la situazione economica rimane tesa e le ultime cifre dei contagi ci preoccupano anche dal punto di vista economica e per questo dobbiamo padroneggiare la situazione, anche per la nostra tutela economica. Rispettiamo le regole per superare la pandemia”.

DOMANDE GIORNALISTI
Significa che in futuro le misure dovranno essere concordate tra Cantoni?

Sommaruga: “La situazione particolare permette ai Cantoni di decidere delle misure regionali ma la Confederazione può scegliere norme a livello federale”.

Nei prossimi giorni ci sarà una raccomandazione per fare home office e portare la mascherine nei luoghi chiusi, ce ne saranno altre?

Berset: “L’incontro di questa mattina è stata quello in cui per la prima volta ci siamo trovati a discutere fisicamente dell’evoluzione. Ma dobbiamo essere pronti in maniera flessibile ad adottare misure, la questione se la deve porre la Confederazione. L’impennata è molto marcata, e quindi dobbiamo essere rapidi ad adottare le misure, l’incontro di domani è il momento giusto per decidere come andare avanti”.

Engelberger: “Gli eventi privati ci preoccupano molto perché le misure non vengono rispettate, devono seguire le stesse norme e devono disciplinare in maniera severa”.

Domani parlerete di rafforzare le misure sugli eventi privati ma voi volete che ci siano delle differenze fra Cantoni o vorreste che le regole venisse unificata?

Engelberger: “Nel federalismo ci deve essere spazio per la differenziazione, la difficoltà è di distillare i temi per i quali abbiamo un approccio svizzero, io sono del parere che per le mascherine abbiamo raggiunto un punto comune. Per le manifestazioni è diverso, il fabbisogno di differenziazione è più grande, gli eventi sono diversi.”

Ci sono già delle idee per come portare avanti la collaborazione tra Cantoni e Confederazione? Ci sono delle riflessioni per gli ospedali solo per pazienti Covid?

Rathgeb: “Nello stato di emergenza è sempre stato tutto regolamentato. Ma i cantoni tra loro collaborano, queste sono forme di collaborazione che hanno dimostrato di essere valide. Tutte le autorità cantonali sono in contatto fra loro”.

Engelberger: “Nella progettazione come cantoni siamo sollecitati nell’ambito delle ospedalizzazioni. Il nostro obiettivo è permettere a tutti i pazienti di essere seguiti e non interrompere le cure ‘non Covid’.

La Confederazione e i Cantoni mi sembravano essere disuniti. Vi siete avvicinati?

Sommaruga: “Noi non avevamo questa impressione, la situazione ora è cambiata in maniera tempestiva. Ma c’è sempre stata sintonia, noi proseguiamo con un ritmo serrato e cerchiamo di ottimizzare il tutto e noi vogliamo che la diffusione di questo virus venga bloccata e per questo abbiamo questa situazione”.

Rathgeb: “Dall’inizio della pandemia abbiamo sempre avuto uno scambio intenso. Noi dobbiamo avere uno scambio intenso e anche durante tutta l’estate siamo rimasti in contatto”.

Agire rapidamente. Entro quando deciderete?

Sommaruga: “Siamo veramente consapevoli della serietà della situazione, oggi ci siamo resi conto che ci vogliono dei cambiamenti rapidi ma nel frattempo la popolazione si deve comportare bene”.

Berset: “Non esiste una formula magica. Ora sappiamo come reagire alla situazione, dobbiamo fare capo a queste competenze. Bisogna adeguare le misure”.

Per quanto riguarda la quarantena per chi arriva dall’estero. Quando ci saranno delle modifiche?

Berset: “Il Consiglio federale si occuperà di questo punto e stiamo discutendo e dipende dalla modifica della situazione. L’incidenza della malattia a settembre era diversa rispetto ad oggi, le cose vanno modificate ma ci vuole flessibilità per valutare quello che ci sarà da fare”.

Per i grandi eventi ci saranno decisioni per questo fine settimana?

Berset: “Direi di no tendenzialmente. Questi grandi eventi sono tenute sempre a condizione di un’autorizzazione cantonale e viene data in base a una situazione epidemiologica. Ci sono squadre che da sole sono state messe in quarantena e finora non c’è stato motivo per dire che queste grandi manifestazioni sono state un problema. Noi osserviamo la situazione e se i Cantoni dovessero dire che è un problema dovremmo fare qualcosa ma per ora non ci sono segnali in questo senso.”

Bisogna agire rapidamente e domani la CDS si riunisce ma quando verrà comunicato cosa?

Sommaruga: “Nessuno a questo tavolo può decidere da solo. Il tutto deve procedere velocemente, non ci sono giorni specifici. Domani la CdS si incontrerà insieme a Berset e le decisioni saranno rapide. Ma ognuno di noi già oggi può adattare queste misure”.

Engelberg: “Proprio questa settimana diversi Cantoni hanno preso decisioni, hanno inasprito le misure”.

Berset: “Possiamo ancora fare più test, i test rapidi stanno arrivando sul mercato e stiamo testando questi tamponi. Siamo alla fine di questo processo, forniremo una comunicazione sulla qualità di questi test”.

Oggi abbiamo sentito l’appello alla responsabilità individuale. Oggi la popolazione però è stanca, come si risolve il problema?

Sommaruga: “La popolazione vede la cifre e deve pensare a cosa poter fare per ridurre i casi. Ora non è la questione di essere stanchi, lo siamo un po’ tutti, sappiamo che se non attuiamo ora le misure le altre più in là sono più gravi per la popolazione e l’economia.

Fine conferenza stampa

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Stefano Introzzi – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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