Berset: Nuova conferenza stampa da Berna sul coronavirus, 20.05.2020, 14 miliardi per l’assicurazione disoccupazione

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Conferenza stampa di oggi

Berset: “Abbiamo due iniziative popolari che toccano i costi della sanità. Il Consiglio federale li respinge entrambe, proponendo un controprogetto. Per la riduzione dei premi abbiamo diverse evoluzioni. Il controprogetto vuole intervenire nel sistema che tocca la riduzione dei premi. Vogliamo portare avanti un sistema con agevolazione dei premi che funziona bene“.

Berset: “Da circa tre settimane ci troviamo in una fase di riapertura. La vita ricomincia dopo un periodo particolare. Con la ripresa abbiamo delle cifre incoraggianti. I nuovi contagi sono molto bassi. Continuiamo a fare il monitoraggio e guardiamo con serenità ai mesi estivi. Ma non dobbiamo perdere di vista la problematica. La prossima grande tappa è l’8 giugno: parleremo delle manifestazioni pubbliche, le scuole post-obbligatorie, il turismo, ecc. C’è un fabbisogno per poter celebrare le funzioni religiose. Il Consiglio federale ha deciso di autorizzarle (battesimi, matrimoni, messe, celeberazioni) una settimana prima, naturalmente con concetti di protezione“.

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Berset: “Non vogliamo tornare nel lockdwon. Il lavoro dei medici è importare per tracciare i contatti e seguire lo sviluppo del contagio. Il Consiglio federale ha deciso di lanciare l’app di tracciamento, che verrà lanciata con l’avvallo del Parlamento. Si tratta di informare le persone che sono entrate in contatto con persone infette”. Nell’intervallo c’è un test pilota che verrà lanciato con gruppi. La fase di test permetterà di confrontarci, con codice aperto, per vedere l’affidabilità”.

Berset: “Il parlamento aveva approvato una mozione che chiedeva un sostegno finanziario. Il Consiglio federale ha ora adottato l’ordinanza per andare incontro a quelle strutture che hanno avuto perdite finanziarie. Si tratta di 65 milioni di franchi“.

Berset: “Per il momento non abbiamo una cura. Seguiamo da vicino la situazione. L’obiettivo è di avere quanto prima l’accesso a questo vaccino quando ci sarà. In tutto il mondo c’è una forte richiesta, quindi bisogna avere un buon accesso. Il mio Dipartimento si è mosso in questa direzione e ha preso contatto con diverse aziende in Svizzera. Faremo una selezione. Per ciò che riguarda Lonza, siamo in contatto con loro. Ma non è l’unica ditta. Lonza fa parte di questo cerchio di candidati“.

DOMANDE GIORNALISTI

Come si sta preparando il Consiglio federale per il vaccino? 

Berset: “Abbiamo riconosciuto il virus relativamente veloce e abbiamo iniziato con i lavori. Alcuni progetti sono in Svizzera. Il paese è ben posizionato in questo senso. L’OMS tratterà l’accesso ai vaccini. Non dovrebbe essere una questione di soldi. la cooperazione internazionale è molto importante in questo senso.”

Daniel Koch, delegato Covid-19: “Bisogna mettersi d’accordo con le aziende produttrici e riservarsi il diritto dei vaccini. Negoziati sono in corso. Il Consiglio federale farà in modo che ci sarà equità“.

Quando usciremo dal diritto di urgenza, dalla situazione straordinaria? 

Parmelin: “Il nostro obiettivo è di uscire il prima possibile. Ogni volta che il Consiglio federale si unisce, ci poniamo la domanda. Il Parlamento ha chiesto all’Esecutivo di ricorrere al diritto di urgenza. Al momento dovuto, diremo come fare“.

Berset: “Ci stiamo preparando, ma ci vuole un messaggio e una discussione politica in Parlamento“.

Al momento le cose vanno bene, ma non si può escludere una seconda ondata. La situazione straordinaria andrà avanti fino al vaccino? 

Berset: “La seconda ondata non sarà paragonabile alla prima. A inizio marzo non sapevamo nulla su questo virus e abbiamo imparato molto. Nessuno sa cosa succederà, ma i passi che ci aspettano li faremo su una base completamente diversa rispetto a prima. È stato il virus a decidere la velocità delle nostre decisioni. Sulla base della legge sulle epidemie, possiamo fare molto“.

L’8 giugno ci saranno nuovi allentamenti. È previsto l’allentamento del divieto di assembramento? 

Berset: “Non lo sappiamo, è ancora troppo presto per dirlo. Chiedetecelo tra una settimana“.

Ripresa celebrazione religiose. Ci sarà un piano di protezione speciale, visto che tanti anziani partecipano?

Berset: “Si certamente, è stato preparato con le comunità religiose, quindi verrà applicato. È vero, ci sono molte persone anziane, ma non solo. Ci sono anche giovani che vanno in chiesa. Oggi abbiamo delle cifre che sono buone, per questo abbiamo anticipato l’apertura“.

14 miliardi per assicurazione disoccupazione. È una cifra elevata, ma c’è chi dice non è abbastanza. 

Parmelin.: “La situazione è delicata, ci sono tanti parametri che non padroneggiamo ancora. Dobbiamo vedere se la disoccupazione continuerà ad aumentare in modo marcato. Cerchiamo gli strumenti giusti. Entro fine anno dobbiamo aver toccato il massimo di indebitamento. Dipende anche dai lavoratori, ci sarà forse una perdita del potere di acquisto. Avremo bisogno di più Le stime per il 2020 è che con questo livello eviteremo di avere ancora più indebitamento“.

Che ruolo giocano le lobby per le riaperture? 

Berset precisa che determinate aperture non hanno nulla a che fare con il lobbismo o altre pressioni. I criteri sono uguali per tutti. “I settori in cui i concetti di protezione erano facilmente applicabili hanno aperto prima“.

Concetti di protezione nelle chiese. 

Berset: “Non ci sarà un numero massimo di persone nei luoghi di culto, importante è poter mantenere le distanze di sicurezza”.

Koch: “le celebrazioni potranno avvenire anche senza mascherina.”

Apertura frontiere.

Berset: “Stiamo affrontando la questione. Il Consiglio federale comunicherà le decisioni il prossimo 27 maggio. Ma non ci faremo dettare i termini dai paesi vicini“.

Fine conferenza stampa

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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Foto: fonte Google

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