CONFINE: “scorciatoia poco sostenibile” o “mal di pancia”?

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CONFINE: "scorciatoia poco sostenibile" o "mal di pancia"?
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La coerenza

Nei giorni scorsi alcuni politici italiani, in primis il senatore varesino Alfieri e lo stesso Sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, avevano rivolto al Governo italiano la richiesta di creare una sorta di “zona franca” entro i 20 Km dal confine per favorire l’entrata degli svizzeri in Italia senza doversi sottoporre al tampone e alla quarantena in particolare per ristabilire reciprocità di trattamento tra ticinesi e frontalieri.

Richieste poi sfociate in una mozione della Lega poi accolta favorevolmente dal Governo italiano. Nonostante queste premesse positive, il ministro Speranza decideva purtroppo, due giorni fa, di prorogare la scadenza dell’ordinanza prevista per il 30 aprile di ulteriori 15 giorni, fino a metà maggio, purtroppo non diversificando la Svizzera dagli altri Paesi europei, vanificando così, per ora, la mozione della Lega.

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Il nostro Consiglio di Stato, per voce del suo presidente Gobbi, a margine di un incontro a Roma nei giorni scorsi, si era mostrato particolarmente scettico sull’iniziativa di aprire solo la fascia di confine definendola “una scorciatoia poco sostenibile“; fino a ieri, quando in un intervista Gobbi ha evidenziato le disparità di trattamento come delle “discrepanze che creano mal di pancia, soprattutto al confine.”

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Stefano Introzzi– Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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