CONSIGLIO DI STATO: nuova conferenza stampa sul coronavirus, in aggiornamento.

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SCUOLE: finalmente il Consiglio di Stato decide per la chiusura delle scuole dell'obbligo
SCUOLE: finalmente il Consiglio di Stato decide per la chiusura delle scuole dell'obbligo
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Conferenza stampa

Bertoli: “Dopo 3 settimane e un giorno dalla chiusura delle scuole, è venuto il momento di fare un primo bilancio”. La discussione che ci fu era legata a un problema di difficile risoluzione: la contemporanea chiusura rispettivamente di tutte le attività economiche  La Svizzera ha fatto una scelta diversa: ha prima chiuso le scuole, poi le attività economiche. Il risultato è buono se non molto buono. Ringrazio quindi tutti i docenti e tutti coloro che si sono dati da fare affinché le lezioni potessero continuare. Ringrazio anche i genitori, che si stanno occupando dei figli. Ci sono quattro punti principali: 1. L’anno scolastico è confermato come negli altri Cantoni. 2. Le note: per quanto riguarda le valutazioni formative, i docenti possono sottoporre esercizi, che saranno sottoposte a valutazioni durante le lezioni a distanza. Le valutazioni sommative, quindi le note, per ora le lasciamo ferme al 13 di marzo. Quello che viene fatto a distanza comunque conterà”. 3. Mantenimento dei contatti tra docenti e allievi verrà mantenuto. Sappiamo che non potremo riaprire dopo il 19 aprile, ma non sappiamo ancora cosa avverà“.

Merlani: “2549 sono i casi positivi, con un aumento di 38 rispetto a ieri. Abbiamo sempre visto che durante il weekend i contagi tendono a calare, mentre il lunedì tendono a salire. Ora invece abbiamo tre giorni di fila in cui le cifre sono sotto a 100 contagi. Non succedeva da metà marzo”. C’è inversione di tendenza: le persone escono più rapidamente dall’ospedale rispetto a quelle che entrano. Abbiamo toccato il picco e stiamo cominciando a scendere. Attenti però: non è tutto finito. È un picco artificioso: da un lato voglio dire un grazie a tutti, ma non è finita. Il virus continuerà a essere presente nella popolazione. Non appena le misure verranno rimosse o riviste, tornerà. Due concetti: non ci libereremo in fretta di questo virus. Nei prossimi mesi saremo chiamati ad osservare l’andamento. Per il cittadino sarà forse assurdo, ma è l’unica misura che ha permesso di contenere le misure di contagio. Qualcuno forse si ammalerà, ma le strutture saranno capaci di rispondere in maniera adeguata. È fondamentale non fare di testa propria. Ora dobbiamo trovare un sistema per aggiustare le libertà di movimento. Il Ticino è stato il Cantone più colpito. Adesso potremmo prevedere di adattarci alle misure messe in atto a livello federale e seguire l’andamento, sapendo che ci sarà qualcuno si ammalerà ancora“.

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Ferrari: Faccio tre ringraziamenti: al Governo, che ha introdotto misure drastiche, molto più severe rispetto al resto della Svizzera, che ci hanno permesso di gestire la situazione in modo sereno. Il secondo ringraziamento va ai cittadini, che sono stati diligenti nel rispettare la distanza sociale. Il terzo ringraziamento va a chi ha lavorato negli ospedali dedicati al Covid-19. A metà febbraio c’erano 52 letti per cure intense, oggi ce ne sono 155 per pazienti covid e 26 letti per pazienti non Covid”. 197 pazienti degenti, di cui 57 in cure intense. Il totale delle persone transitate. 207 pazienti a ieri erano considerati guariti e hanno potuto tornare al domicilio. Questo è stato possibile grazie alle misure di contenimento. Queste poche settimane ci hanno insegnato molto: abbiamo appreso molto della malattia. C’è stato un calo dei contagi. Bisognerà controllare un lento e controllato ritorno alla normalità. Popolazione lavorativa tra 18 e 52 anni: solo uno su dieci ha necessitano un ricovero. Meno di uno su trecento ha dovuto essere ricoverato in cure intense“.

Ferrari:Dovremo mantenere le distanze sociali, fino a quando non ci sarà un vaccino efficace. Una preoccupazione di noi medici è che pazienti di malattie croniche, prendono il Covid-19, e ciò potrà portare a un aumento dei ricoveri nei mesi a venire. È importante gestire questa situazione in maniera positiva. Dobbiamo avere rispetto di questa malattia e mantenere uno stile di vita dettata da questa situazione. Ci sono discussioni sull’immunità, sul vaccino. È troppo presto per dire quante delle persone che non abbiamo ancora testato hanno avuto contatto con il virus e hanno sviluppato degli anticorpi. Fino a quando non abbiamo informazioni in modo dettagliato, sarà difficile dire se abbiamo superato la china“.

Riguardo l’uso di mascherine

Merlani: “Neanche vari gremi internazionali aiutano in questo campo. La malattia si trasmette come il virus dell’influenza. In questo caso sono le cosiddette goccioline, tramite secrezioni (starnuto o tosse). Il problema è toccare le superfici poi toccate da una persona. La trasmissione si riesce a fermare riducendo il contatto con le superfici e lavandosi le mani. Ogni volta che si tocca la mascherina, le mani sono costantemente infettate. Capisco che la mascherina dia un’impressione di protezione, ma se si perdono di vista le altre misure, si vanifica il potenziale “guadagno” della mascherina”. C’è anche un problema di approvvigionamento: se uno le ha, le usi. Ma visto che il numero non è infinito, vengo date con priorità al personale sanitario e alle persone malate“.

Nessuna nota riguardo il funzionamento e l’utilizzo. Prendete atto del nostro articolo informativo e ragionate con la vostra testa.

In Ticino intanto i contagi sono saliti a 2.546 e si registrano 189 decessi. In Svizzera e nel Liechtenstein, i casi totali di coronavirus sono attualmente 21.652 e i decessi sono 734. Mentre nel mondo siamo a quota 1’290.301 casi conclamati e 70.706 decessi. Non siamo stati capaci di sfruttare il vantaggio che avevamo sugli altri. State a casa!!!

Situazione in tempo reale dell’epidemia

Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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Foto: fonte Google

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