CONSIGLIO DI STATO: “I frontalieri non si possono controllare”. Compito delle Aziende che li impiegano.

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CONSIGLIO DI STATO:
CONSIGLIO DI STATO: "I frontalieri non si possono controllare". Compito delle Aziende che li impiegano.
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Conferenza stampa

Norman Gobbi: Riteniamo che le misure siano proporzionate, il monitoraggio è costante che è pronto a valutare nuove misure in caso di necessità. Anche per questo abbiamo deciso un orizzonte temporale breve. L’esperienza ci ha insegnato come tutto può mutare velocemente. I dettagli riguardo gli aspetti organizzativi delle scuole saranno presentati durante la conferenza stampa che sarà in programma per lunedì. La popolazione sta convivendo con il virus. La popolazione va in vacanza, si gode l’estate ma questo genera anche focolai.”

Gobbi: “Noi vogliamo evitare un nuovo lockdown che non sarebbe umanamente, socialmente ed economicamente sopportabile. Il Governo ha adottato e confermato le misure cantonali più restrittive evitando gli assembramenti spontanei. Le autorità raccomandano di mantenere alta la guardia. Nella comunicazione lo stato d’allerta è caratterizzato dal colore arancione.”

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Gobbi: “La misura per la ristorazione è valida ed è in vigore fino al 24 agosto e lì decideremo se sarà estendibile anche al commercio. Alcuni cantoni con andamenti epidemiologici superiori hanno inserito l’obbligo anche nei commerci, ma hanno un andamento epidemiologico più elevato. È raccomandato, comunque, l’utilizzo della mascherina. La raccomandazione è stata comunque espressa a tutto il commercio e a tutta la popolazione come fruitori degli spazi di vendita”.

Gobbi: “Il tracciamento è lo strumento principale per evitare la diffusione e interrompere le catene di contagio. Per chi va in zone a rischio c’è l’obbligo di annunciarsi e questo implica la responsabilità individuale. L’applicazione SwissCovid agevola di tracciamento ma non sostituisce il lavoro del contact tracing. I dati del 4 agosto, ci sono 22 persone poste in isolamento”.

Gobbi: “Il Governo richiama al rispetto del distanziamento e alle norme igieniche. Al Cantone è affidata la mansione di monitorare il rispetto di tali misure. I gestori di strutture aperte al pubblico sono tenuti a inviare una copia dei piani di protezione al Cantone e ai comuni, possono anche essere presentati precedentemente alle autorità. Dopo le 18 il numero complessivo degli ospiti nei luoghi dove c’è consumazione anche in piedi è fermo a 100”.

Domande giornalisti

L’indirizzo del DSS nei giorni scorsi era quello di una sua adesione della mascherina nei luoghi chiusi, qual è stata il gioco tra scienza e politica? 

Gobbi: “L’aspetto della proporzionalità. Se il numero dovesse aumentare lo potremo attuare più in là, se la situazione epidemiologica non sarà più stabile. Ora la situazione è gestibile, quindi fintato che la situazione è gestibile attuare nuove misure non è proporzionato a mente del Governo. Abbiamo ascoltato le voci dal mondo sanitario però dobbiamo tenere conto tutte le sensibilità della situazione”.

Per i rientri dai Paesi a rischio. Si è mosso qualcosa dei cantoni, come a Zurigo. In Ticino? Per la scuola, si aprirà una scuola ‘normale’?

Gobbi: “La notizia del canton Zurigo è particolare. Per l’ambito scolastico la conferenza stampa di lunedì daranno informazioni sul Governo. Gli scenari sono tre, quello più caldeggiato è quello di un ritorno alla normalità”.

Decisione unanime in seno al Governo? Qual è la soglia?

Gobbi: “Di soglie non ce ne sono, si tratta di verificare il comportamento. Viviamo un mese di agosto che la gente sta vivendo all’aperto. Quando la popolazione tornerà all’interno si dovranno fare nuove considerazioni. Da una parte c’è un buon rispetto delle norme, dall’altra parte abbiamo un’evoluzione del virus davvero bassa. Ci sono diverse sensibilità ma quando si prende una decisione è quella del Consiglio di Stato”.

Vista la discussione al momento dell’introduzione dell’obbligo per la ristorazione della mascherina, c’è stato ancora un contatto con la categoria?

Gobbi: “Abbiamo mantenuto la linea, sappiamo di alcuni mal di pancia ma anche di un buon riscontro avuto. Ringrazio gli operatori della ristorazione visto che abbiamo inserito un obbligo in mesi caldi, ma la disciplina ha fatto capire che la convivenza con il virus richiede il rispetto anche di norme.

L’app SwissCovid in Ticino è stata attivata e quante persone ha messo in quarantena?

Gobbi: “Sono stati richiesti 15 codici di SwissCovid, è uno strumento ma è uno strumento in appoggio al lavoro di contact tracing”.

Cosa pensa il Ticino delle autorità di Zurigo?

Gobbi: “Non abbiamo aereoporti di questo tipo e la polizia cantonale di Zurigo ha il compito di polizia di frontiera e quindi è facilitata nel compito di controllo. Per questo abbiamo chiesto al Consiglio federale che venissero amplificati i controlli alle frontiere”.

Come si controllano i lavoratori frontalieri?
Gobbi: “Non essendo cittadini residenti del territorio diventa difficile per le autorità cantonali controllare dove sono stati in vacanza ma questo compito può essere assolto dalle aziende che li impiegano. Non è nel loro interesse avere dipendenti che sono state in zone a rischio che potenzialmente possono portare il virus”.
In merito all’Accordo fiscale sui frontalieri?
Gobbi: “Il Governo ha preso atto del parere legale commissionato all’Università di Lucerna volto ad analizzare le possibilità e le conseguenze per la disdetta dell’accordo per l’imposizione dei lavoratori frontalieri. Secondo l’analisi l’accordo sull’imposizione dei frontalieri è da considerarsi un contratto indipendente esistente a complemento dell’imposizione fra Svizzera e Italia, non vi sono chiare indicazioni che con la conclusione della doppia imposizione sarebbe stato annullato. Si deduca una co-esistenza dei contratti. Può essere anche rescisso unilateralmente. Una disdetta non attaccherebbe l’accordo per la doppia imposizione, una disdetta dell’accordo non avrebbe conseguenze. Resta da capire se ci possa essere una disdetta parziale. Il Governo ha trasmesso copia dell’analisi legale e ha chiesto un incontro a Ueli Maurer per ricevere un aggiornamento e discutere per la firma”.

 

Si farà più pressione per arrivare a una conclusione?

Gobbi: “L’insoddisfazione dell’autorità cantonale è proprio quella che l’applicazione dello statuto di frontaliere è completamente cambiata. Ma dobbiamo discutere con le autorità cantonali, già a fine giugno Ueli Maurer aveva scritto al Consiglio di Stato per parlarne”.

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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