CONSIGLIO FEDERALE: importanza del dialogo con Roma

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CONSIGLIO FEDERALE: importanza del dialogo con Roma
CONSIGLIO FEDERALE: importanza del dialogo con Roma
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Interpellanza di Quadri

Così sostanzialmente risponde il Consiglio Federale alla richiesta del Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri (Lega) di disdire l’accordo sui frontalieri del 1974 tra Berna e Roma considerata la mancata firma dell’accordo fiscale sui frontalieri, parafato nel mese di dicembre del 2015.

Il Consiglio Federale aggiunge che “eventuali iniziative volte a sollecitare la firma dell’accordo parafato nel 2015 devono avvenire nel rispetto del quadro normativo vigente” e “che si debba continuare a privilegiare la via del dialogo con l’Italia“.

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Silenzio dall’Italia

Nonostante ultimamente il ministro Enzo Moavero Milanesi abbia assicurato che il Governo Italiano avrebbe presto preso una posizione sull’accordo, ad oggi nessun parere ufficiale è stato ricevuto.

Intanto Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, si affretta a sottolineare che l’accordo del 1974 è in vigore, resta attuale e aggiunge che : “Il nostro impegno sarà rivolto alla tutela dei cittadini e dei Comuni italiani, mantenendo in vigore le condizioni dell’intesa, con l’obiettivo di tutelare e mantenere non solo gli attuali ristorni, ma anche l’imposizione fiscale a cui oggi sono soggetti i nostri lavoratori“.

La posizione di Claudio Zali

Il Presidente del Governo Claudio Zali ritiene invece che sia tempo di disdire l’accordo sui frontalieri lamentandosi anche per le continue prese in giro e ritardi dall’Italia per cui bisognerebbe chiedersi “fino a quando la politica è disposta a credere che questo accordo verrà siglato“.

E osserva : “Ogni anno ritorniamo una grande quota di ristorni che non vi è più motivo di versare, dato che le condizioni date nel 1974 sono completamente cambiate. Dunque ben venga la disdetta dell’accordo. Ma evidentemente è la Berna federale che ha il boccino in mano

Una situazione inverosimile

Nonostante la reticenza da parte italiana alla firma dell’accordo nel giugno del 2018 sono stati versati circa 83 milioni di chf di ristorni a Roma su decisione del Consiglio di Stato.

Eppure ancora ultimamente con le mozioni dei due deputati pentastellati Invidia e Curròl’Italia ha fatto bene intendere che l’accordo non sarà siglato a breve, se mai lo sarà.

Con una petizione chiediamo quindi anche noi come TicinoResidenTI, supportando l’UDCche l’ha proposta, di bloccare l’intero pagamento dei ristorni relativi all’anno 2018 e di versare l’ammontare complessivo su un apposito conto vincolato presso la Banca dello Stato del Canton Ticino. Lo sblocco del versamento dovrà essere effettuato al momento della sottoscrizione da parte del Governo italiano e della ratifica del Parlamento dell’accordo parafato dai ministri delle finanze di Svizzera e Italia.

Grazie per firmare in tanti, smettiamola di farci prendere in giro!

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

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