DE ROSA: “la macchina era pronta, anche se non è ancora tempo di bilanci”

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DE ROSA: "la macchina era pronta, anche se non è ancora tempo di bilanci"
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Gran Consiglio

Considerata la necessità di ottemperare al mantenimento della distanza di sicurezza, la prima seduta del Gran Consiglio ticinese, dopo oltre due mesi di stop forzato a causa dell’emergenza coronavirus, si è tenuta eccezionalmente al Palazzo dei Congressi di Lugano al posto che a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona.

Dopo un breve momento di raccoglimento, dedicato alle 348 vittime da coronavirus registrate in Ticino fino ad oggi, i lavori si sono aperti con una prima contestazione da parte di Matteo Pronzini, MPS, riguardo gli interventi previsti del comandante Matteo Cocchi e del Medico cantonale Giorgio Merlani. La legge sul Gran Consiglio non prevede infatti che funzionari possano prendere parola.

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Votazione e nullaosta

Dopo una necessaria votazione e il conseguente nullaosta agli interventi da parte dell’Ufficio Presidenziale, tutti i Consiglieri di stato sono intervenuti ripercorrendo le tappe dall’inizio dell’emergenza e illustrando il punto della situazione per i vari dipartimenti.

Gobbi, nel suo intervento, ha rimarcato come “siamo stati sempre due passi avanti al resto del Paese” e ha ribadito la necessità del prolungamento dello stato di necessità fino al 30 giugno per “garantire la libertà di manovra del Governo in caso di cambiamenti, preservare le strutture messe in piedi e continuare ad acquistare materiale“.

De Rosa ci ha tenuto a sottolineare che “la macchina era pronta, anche se non è ancora tempo di bilanci” e che “nessuno si aspettava che il virus arrivasse tanto in fretta alle nostre latitudini“. Forse che le nostre istituzioni non guardano i telegiornali esteri e non sanno che entrano giornalmente in Ticino 70’000 frontalieri? In effetti, mentre in Italia si decideva chi far morire e chi far vivere, qui si inneggiava ancora ai carnevali e alle risottate sprecando l’enorme vantaggio sull’Italia.

Vitta, presentando le numerose misure adottate a livello federale e cantonale in aiuto alle aziende, ha avvertito che “a fronte di un preventivo che presenta un avanzo di 4 milioni, bisogna prevedere un deficit per oltre 300 milioni“.

Bertoli, auspicando per settembre di trovare un punto di equilibrio e non di scontro, ha parlato delle tre soluzioni previste per la riapertura del nuovo anno scolastico: la scuola ordinaria, una soluzione ibrida o la scuola a distanzache speriamo di non dover riattivare“.

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google images

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