FASE 2: Nuova conferenza stampa da Berna sul coronavirus e la ripartenza di oggi, 11.05.2020, in aggiornamento

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FASE 2: Nuova conferenza stampa da Berna sul coronavirus e la ripartenza di oggi, 11.05.2020
FASE 2: Nuova conferenza stampa da Berna sul coronavirus e la ripartenza di oggi, 11.05.2020
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Conferenza stampa di oggi

Koch: “Sono 39 nuovi casi, 5 decessi. I pazienti in cure intense diminuiscono sempre di più. La curva si sta veramente appiattendo, queste sono ottime notizie. Questi farà sì che si potrà avere una strategia di contenimento di successo, attraverso il contact tracing. quindi la curva continuerà lungo la tendenza degli ultimi giorni. L’evoluzione è molto positiva, lo possiamo dire. La popolazione svizzera si è comportata in maniera eccezionale. Per far ulteriormente scendere la curva dei contagi è importante che chiunque abbia sintomi simil influenzali vada dal proprio medico e si faccia testare. Sono veramente numeri positivi, perché i numeri di test non sono scesi, ma il numero di casi confermati invece continua a scendere. Ma soprattutto, i pazienti nelle cure intense, quelli che sono ancora intubati, sono scesi di molto. Anche le persone a rischio dovrebbero avere meno paura, o anzi non dovrebbero averne. Non devono temere di uscire per il rischio di contagio. Continuiamo a sconsigliare loro di utilizzare i mezzi pubblici e li invitiamo a cercare qualcuno che faccia loro la spesa. Mentre nelle case di cure, a seconda della situazione nei vari cantoni, pensiamo che si possano allentare le misure di contenimento“.

Christian Bock: “Sono soprattutto i frontalieri e le persone in situazione di necessità che possono passare al momento. Anche i paesi limitrofi hanno adottato misure simili. Abbiamo adottato ora delle misure di allentamento, altri gruppi di persone potranno entrare in Svizzera. Negli ultimi giorni sono aumentati i passaggi al confine e con gli allentamenti odierni aumenterà ancora di più il transito, Ora l’Amministrazione federale delle dogane potrà valutare quali controlli e dove attivarli, ma non sarà più necessario fare controlli su ogni singola persona in tutti i valichi. Capisco che le regioni di confine chiedano ulteriori allentamenti, ma le riaperture vanno coordinate con gli altri stati e in base alle risorse e alle infrastrutture“.

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Cornelia Lüthy: “Il ricongiungimento familiare di cittadini svizzeri e di cittadini europei che vivono in Svizzera è nuovamente possibile, per i coniugi, i figli fino a 21 anni, come i nonni e i genitori. Da oggi le procedure di richieste di permesso inoltrate prima del 25 marzo torneranno a essere elaborate. Così anche per i permessi per il lavoro di breve durata. Non vi sono limitazioni per settori. Per i lavoratori che hanno un contratto di lavoro precedente al 25 marzo, i datori potranno richiedere il permesso. Mentre per chi viene dall’area non Schengen, chi ha inoltrato la richiesta prima del 19 marzo vedrà la sua richiesta di visto evasa. I viaggi d’affari se sono urgentissimi possono essere fatti con un’eccezione. A tale scopo vanno mostrati i relativi documenti alla frontiera. Non torniamo al pre-lockdown, ma abbiamo deciso di fare un allentamento graduale grazie appunto ad alcune eccezioni“.

Boris Zürcher, Seco: “185’375 aziende hanno chiesto e ottenuto il lavoro ridotto per oltre 1,8 milioni di persone. Le cifre negli ultimi giorni si sono stabilizzate, pensiamo quindi che le aziende che potevano chiederlo, lo hanno fatto. In più molte aziende hanno richiesto l’aiuto per motivi cautelari, piuttosto che per un aiuto effettivo: quindi alla fine potrebbero non averne necessità. Se un’azienda ne ha fatto richiesta, infatti, non è detto che poi ne usufruisca effettivamente. I disoccupati che si sono annunciati sono oltre 159mila, anche qui vediamo che l’andamento è piatto. Comunque vi sono 600 persone al giorno che continuano ad annunciarsi. Nella ristorazione il 75% delle persone hanno chiesto accesso al lavoro ridotto. Oggi la ristorazione ha riaperto le porte e, fondamentalmente, ha ancora la possibilità di continuare a richiedere il lavoro ridotto. Ma le aziende hanno il dovere di ridurre il rischio, quindi fare quanto possibile per aprire i battenti. Solo se nonostante gli sforzi potranno continuare a ricevere gli aiuti per una parte dei dipendenti. Fintanto che non vi è possibilità di fare gli allenamenti è possibile se vi è la possibilità di ricevere il lavoro ridotto, quando iniziano gli allenamenti non vi è più la possibilità di richiedere il lavoro ridotto. La Seco ha fatto 485 ricorsi contro autorizzazioni al lavoro ridotto date dai Cantoni“.

Markus Näf, approvvigionamento: In Svizzera vi sono abbastanza mascherine per la popolazione, praticamente ovunque vi sono queste mascherine che possono essere acquistate dalle persone.Vi sono anche abbastanza mascherine e disinfettante anche nel settore sanitario. Osserviamo da vicino la situazione, cerchiamo di avere scorte per 40 giorni, quindi noi decidiamo giorno per giorno le necessità in base a questo criterio. A oggi abbiamo acquistato tutti i beni di protezione che ci servono.”

DOMANDE GIORNALISTI

Tutti gli over 65 sono persone a rischio?
Daniel Koch
: “Questa è una discussione che va avanti da settimane. Per i gruppi a rischio abbiamo specificato la situazione, ma non è possibile ora dire che una persona sana di oltre 65 anni sia meno a rischio di un’altra persona, non abbiamo ancora i dati per poterlo fare“.

A partire da quando si dovranno introdurre nuove restrizioni?
Koch
: “Noi non abbiamo fatto previsioni. Se il contact tracing viene fatto come si deve, si può partire dal presupposto che le cifre continueranno a scendere“.

I turisti della spesa saranno ancora controllati?
Abbiamo dovuto fare in modo di far scendere al minimo i passaggi al confine, le misure non sono state fatte contro i turisti dell’acquisto. Noi controlliamo normalmente i passaggi, ma non si tratta di una caccia ai turisti dell’acquisto“.

Ma come fanno a uscire?
Noi non facciamo controlli a tappeto, quindi se il paese limitrofo non fa controlli così rigorosi o se mente o se ha un titolo che ne rende possibile l’espatrio. Fino a questa mattina i multati sono stati poco più di seimila casi“.

Cosa cambia per le persone vulnerabili?
Noi diamo delle raccomandazioni. Noi alle persone che appartengono alle categorie a rischio oggi diciamo: uscite pure, ma evitate di trovarvi in situazioni a rischio. Seguite tutte le raccomandazioni di igiene e di distanza. Ai Cantoni, per le case di cura, diciamo di tornare a rendere possibili le visite, mantenendo tutte le cautele“.

Con queste aperture non rischiamo la seconda onda?
Koch
: “Io sono molto rilassato, sono alleggerito, perché le misure hanno anche degli aspetti negativi che adesso sono rimossi. Ma ho anche tanta fiducia nella popolazione svizzera, perché non sono le misure che evitano i contagi, ma sono i comportamenti a evitare i contagi“.

Chi abusa del sistema di lavoro ridotto come viene sorvegliato?
I Cantoni devono verificare, sono loro che danno un permesso per la disoccupazione parziale. Sono quindi i Cantoni che dovranno verificare la situazione, se davvero è o non è possibile riaprire un’azienda“.

Le persone che stanno guarendo, come stanno? C’è chi continua ad avere i sintomi a lungo tempo?
Tante infezioni virali danno a lungo alcuni sintomi, ma per il momento non abbiamo questi dati, servirebbe uno studio clinico“.

Le multe al confine, molti sono convinti che siano illegittime.
Bock
: “I giuristi dicono che queste multe non sono adeguate, anche io sono un giurista e si usa dire due giuristi tre pareri. Vedremo in futuro se queste multe non sono legittime, ma noi dobbiamo agire adesso. Ora non si danno più delle multe, abbiamo adeguato la base legale e ora possiamo dare delle multe ordinarie, ma non più delle contravvenzioni semplificate“.

Il video dell’UFSP sulla mascherina non sembra ben fatto, la mascherina sembra troppo grande, lo cambierete?
Koch
: “Possiamo controllare questo video per capire se va rifatto. Chiaramente una mascherina andrebbe indossata bene, ha molti criteri per essere ben indossata. Anche un video quindi potrebbe avere i suoi limiti“.

Oggi molte attività hanno riaperto, se il cliente pensa che il concetto di protezione non sia applicato bene, a chi si deve rivolgere?
Zürcher
: “No, non c’è un ombudsman per i concetti di protezione, la Confederazione controlla, ma non può andare a controllare ogni singolo negozio o ristorante. L’obbligo di vigilanza comunque compete al datore di lavoro. Cantoni comunque che sono responsabili dei controlli, controlleranno e sono sicuro che faranno anche dei controlli supplementari“.

Ma se il mio parrucchiere non rispetta le norme di igiene e se ne infischia, a chi mi devo rivolgere?
Zürcher
: “Io semplicemente me ne andrei dal salone. Naturalmente i commercianti cercano di garantire la sicurezza nella pubblicità, se poi il cliente ha dei dubbi può andare dall’ispettorato cantonale del lavoro e loro interverranno“.

I ricorsi della Seco per lavoro ridotto riguardano anche enti parastatali
Zürcher
: “Vi sono anche richieste di comuni, di aziende di trasporti, eccetera. Ma non sono informazioni di dominio pubblico quali sono i ricorsi. Perché sono i cantoni che vengono criticati, non le aziende. È il cantone che ha rilasciato un’autorizzazione che non doveva rilasciare. Ma se il cantone riesce a giustificare la loro autorizzazione, noi ritireremo il ricorso“.

Su quali criteri deciderete l’uscita dalla situazione straordinaria?
Koch
: “Sarà il Consiglio federale a decidere quando si uscirà dalla situazione straordinaria. Non si basa solo sulle mie valutazioni, non si basa solo sui dati epidemiologici“.

Quando pensa che succederà?
Koch
: “Non penso di poter dare delle date. Se il contenimento funziona, penso che si potrà fare altri allentamenti, ma le tempistiche non credo di poterle avere“.

Gli orari per il personale sanitario potranno tornare normai? Vi sono stati abusi?
Zürcher
: “A febbraio il Governo ticinese ha chiesto di poter ridurre gli orari di riposo al Pronto soccorso. Il Consiglio federale ha quindi sospeso la norma per i Pronto soccorso e come tutte le norme Covid-19 durano fino al 31 agosto. Per quanto riguarda gli abusi, chi si sente abusato può rivolgersi alla Seco o attraverso le vie normali di diritto del lavoro, ma finora non ne sono stati segnalati“.

Fine conferenza stampa ore 15:15

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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Foto: fonte Google

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