IL MERCATO DEL LAVORO PRIMA PARTE: un mosaico con tasselli brillanti e opachi

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Il mercato del lavoro complesso e a tinte opache
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Prossimamente un gruppo di riflessione, ma per riflettere su cosa?

Il mercato del lavoro è un mosaico con tasselli brillanti e opachi è così che lo ha descritto il capo del DEF Cristian Vitta all’evento di ieri sull’importante tema del mercato del lavoro ticinese, partendo da un’analisi del presente e volgendo lo sguardo al futuro.

Un futuro tra il rosso e il nero, perché il presente che è stato descritto non è affatto il miglior presupposto.
Però la divisione dell’economia ci vuole riprovare e prossimamente costituirà un gruppo di riflessione sul mercato del lavoro ticinese.

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Il futuro del mercato del lavoro sarà ancora più complesso?

Per il momento il mercato del lavoro resta ancora un’incognita. Si sa che la digitalizzazione e la robotica stanno avanzando a passo sostenuto e che la tecnologia non è neutrale sull’impatto sociale ed economico come ha affermato il segretario di AITI Stefano Modenini.

Il 50% degli attuali posti di lavoro potrebbe essere automatizzato e questo, a mio modo di vedere, è uno dei fattori che preme i salari verso il basso, ma finché il costo del lavoro rimane inferiore ai costi d’investimento della digitalizzazione e dell’automatizzazione per lo meno il lavoro umano è salvo.

La descrizione del campo di guerra

Gira le cifre, mettile sopra e poi mettile sotto, scrivile in nero o scrivile in rosa, sotto la lente la lettura non cambia. Il professor Fabio Losa ha evidenziato un’ottima situazione ticinese con un aumento di società, imprese e aziende, quindi di datori di lavoro che hanno contribuito anche all’aumento di ben 30’000 posti di lavoro.

Una crescita occupazionale che però non ha assorbito i disoccupati ILO TicinoResidenTI, i quali hanno sempre meno probabilità di ritrovare un impiego e che sono coloro che stanno pagando il conto per la libera circolazione.

Infatti, la crescita occupazionale di 30’000 unità ha fondamentalmente ingranato

  • una crescita di 30’000 frontalieri,
  • una crescita dei tempi di lavoro parziali non richiesti,di forme di lavoro interinale e di contratti alle nostre latitudini non usuali.

La descrizione degli addetti ai lavori

Il capo della sezione del lavoro presso il DFE, signora Sassi, ha tentato di dipingere il quadro con tinte pastello, ponendo l’accento alla diminuzione del tasso di disoccupazione SECO al 3% e mostrando il grande lavoro dei suoi collaboratori presso i diversi URC che ha trattato 78’000 colloqui di consulenza con 25’000 assegnazioni e un tasso medio di riuscita del 40%.

Le tinte forti e cupe però non sono mancate sul quadro. Innanzitutto quel 40% di riuscita non è garantito e nemmeno la signora Sassi ci ha saputo dire di quella percentuale quante persone sono definitivamente ricollocate e quante invece ricadono in disoccupazione a breve o medio tempo.

Ci ha saputo dire che le nuove occupazioni a tempo parziale sono aumentate e sono assestate ora a ben il 34%.

I 4’527 disoccupati iscritti agli URC sono comunque una piccola parte dei ben 12’700 disoccupati ILO e i sottoccupati sono 15’900.

Gli URC faticano a convincere quelle persone che stanno per uscire dai periodi quadro di disoccupazione e quelli assorbiti dal vortice della sottoccupazione a rimanere annunciati affinché ci si occupi anche di loro. Ma se il motivo di mantenere i propri profili nelle banche dati potrebbe essere positivo, le regole ferree li scoraggiano.

Non da ultimo non è stato possibile nascondere che i consulenti si concentrano maggiormente sui disoccupati che, secondo loro, hanno maggiori probabilità di trovare occupazione, cioè coloro che un occupazione la troverebbero molto probabilmente anche da soli, a scapito di chi incontra molta più difficoltà ad essere reinseriti.

 

Le ricette attualmente impiegate

IL professor Giuliano Bonoli ha illustrato infatti quali sono le basi dell’attuale strategia di ricollocamento influenzata da

  • una eccedenza di mano d’opera nei settori meno qualificati,
  • bassa qualità dell’impiego
  • problema d’incentivo.

Che sfocia in

  • Attivazione sistematica
  • Assistenza selettiva nella ricerca di lavoro
  • Sanzioni quali pressione sulle persone

Con il rischio di accentuare i già attuali problemi di discriminazione come età, nazionalità, sesso e così via.

In merito della tavola rotonda vi racconteremo le impressioni una prossima volta.

 

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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