KERING : oltre un miliardo di euro di presunta evasione fiscale

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KERING : oltre un miliardo di euro di presunta evasione fiscale
KERING : oltre un miliardo di euro di presunta evasione fiscale
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14,5 miliardi di Euro

La maxi cifra corrisponderebbe, secondo un indagine della Finanza italiana e come riportato dal Sole 24 ore, ai presunti ricavi non dichiarati dalla multinazionale Kering nel periodo tra il 2011 e il 2017 che avrebbero prodotto un evasione fiscale presunta per 1,4 miliardi di euro.

La presunta evasione sarebbe avvenuta, stando alle indagini in corso, attraverso una “stabile organizzazione occulta” costituita nel particolare dalla società svizzera LGI Luxury Goods International.

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La società svizzera avrebbe infatti per quel periodo pagato unicamente le imposte Svizzere (inferiori al 9%) evitando di pagare le imposte sulla commercializzazione dei prodotti a marchio Gucci in Italia. Le indiscrezioni parlano di un accordo per un maxi risarcimento al fisco pari ad oltre un miliardo di euro.

La posizione di Kering

Il gruppo, in relazione a questa notizia apparsa nei giorni scorsi sul quotidiano italiano, precisa che “come comunicato lo scorso 25 gennaio, Kering intrattiene confronti regolari con le autorità fiscali italiane su questo tema. Diversi incontri hanno già avuto luogo in un clima aperto e collaborativo. Ad oggi non è ancora stato raggiunto un accordo sull’ammontare specifico

In effetti, precisa il Sole 24 ore, un accordo con il fisco italiano consentirebbe al gruppo di evitare una lite tributaria e dovrebbe essere firmato nei primi giorni di maggio.

Ricordiamo che la multinazionale era già stata al centro della vicenda delle residenze fittizie in Ticino qualche mese fa con in particolare la figura dell’ex AD di Gucci, una delle controllate del Gruppo, che in Ticino godeva di un forfait fiscale avendo una residenza fittizia a Paradiso dal 2010 al 2014 quando in realtà risiedeva a Milano.

E in effetti anche noi evidenziamo, come già fatto in un apposita interpellanza da Matteo Pronzini, MPS, come “da questa vicenda emerge chiaramente che “ogni volta che l’Ufficio della migrazione viene a conoscenza di un sospetto caso di abuso procede con gli accertamenti necessari” si applica solo alle “persone comuni”, non a chi ha contatti altolocati e dispone di copiose risorse finanziarie».

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

Fonte foto : Google

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