LAVORO – Offre salario in euro, la politica si scatena, ma…

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3’000 euro per una commessa

Un annuncio di un supermercato di Lugano cerca commessi offrendo uno stipendio di 3’000 euro. Sì, avete capito bene, euro. Dunque si rivolge oltre frontiera, discriminando ancora una volta i residenti. “Sarebbero profili che qui non si trovano?“, è sbottato Lorenzo Quadri.

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Non è colpa dei lavoratori

Anche il collega di partito Stefano Tonini non ci ha più visto: “Pagamento in euro, si chiede espressamente che il lavoratore sia munito di permesso G e che abiti sulla fascia di confine, salari da fame, … . Bisogna sanzionare in maniera esemplare quelle aziende che in maniera sciagurata danneggiano il nostro mercato danneggiano il nostro mercato del lavoro“.

Facendo notare che non è colpa dei lavoratori, come abbiamo sempre sostenuto noi. A creare la guerra fra poveri sono i datori di lavoro, con la politica che senza applicare la preferenza indigena lo permette.

Eppure è legale

E il caso è finito anche sui media di oltre Confine. Poi però è arrivato il sindacalista Unia Giangiorgio Gargantini a far notare che 3’000 euro corrispondono a 3’227 franchi, mentre il minimo previsto dal CCL della vendita è 3’200. Insomma, perfettamente legale. Punta dunque il dito sul CCL. Se pensiamo ai salari minimi che entreranno in vigore, non ci resta che piangere.

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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