MERLANI: “è importante che le mascherine siano usate in modo adeguato ma soprattutto di tipo adeguato.”

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MERLANI:
MERLANI: "è importante che le mascherine siano usate in modo adeguato ma soprattutto di tipo adeguato."
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Conferenza stampa

Merlani, Medico cantonale: “Il dato svizzero rispetto ai weekend precedenti è in calo, la pendenza è meno ripida e probabilmente siamo arrivati al picco. In Ticino i nuovi casi sono una buona notizia ma sono in linea con quanto osservato nelle settimane passate. Faccio di nuovo un appello a comunicare al medico appena avete sintomi: non serve il raffreddore, basta la stanchezza o lo spossamento. Testare, testare, testare. Non si tratta più di un vero e proprio picco ma piuttosto un colle, le misure sono diverse e la discesa dei dati sarà più lenta e diversa. Non è un ‘liberi tutti’, abbiamo davanti diversi mesi di temperature fredde in cui staremo al chiuso. Se ci lasciamo andare il rischio che dalla collina si passi veramente ad un altro picco c’è. Inoltre, non basiamoci sui nuovi casi ma più che altro sulle ospedalizzazioni.

Merlani: “Quello che non si riesce a capire da un po’ è dove le persone si infettano precisamente. Il virus è diffuso, non constatiamo grandi differenze tra situazioni o regioni. Ci sono focolai sul posto di lavoro, nella famiglia, in casi anziani, ma non c’è solo un posto che è un caso problematico. Il numero è abbastanza stabile ma non bisogna abbassare la guardia. Ci sono focolai anche negli ospedali che mi porta a dare un terzo messaggio: dobbiamo fare sempre attenzione ma soprattutto se visitiamo qualcuno in ospedale o casa anziani. Le visite non sono vietate ma a volte ci sono attriti di persone che vogliono andare a trovare l’amico in tre persone, la mascherina spesso non è messa in modo conforme. Se non seguiamo queste regole non facciamo un favore a nessuno, richiamo tutti all’attenzione”.

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Merlani: “Rispetto alla prima ondata, dov’era la metà, ora circa un terzo dei decessi sono in casa anziani. I dati delle case anziani sono liberamente accessibili ora sul web. I nuovi positivi sono 26, i positivi in totale 286. In casa per anziani ora però si testa molto di più, in precedenza solo in presenza di sintomi, quindi i numeri sono più grandi ma è difficile da confrontare. Le case colpite sono 26 su 68, i residenti per anziani sono più di 4’000. Nessuno è stato ospedalizzato dalle case anziani nelle ultime 24 ore. 183 i decessi totali in casa anziani, 32 nella seconda ondata. Ricordiamo inoltre che la mortalità in casa anziani non è una rarità, con 775 deceduti non a causa del Covid dall’inizio della pandemia. Può servire a dare la misura delle cose. Abbiamo discusso con i direttori sanitari e stiamo pensando a un’ulteriore piccola stretta sulle visite ma dev’essere valutata a seconda del contesto, quindi decideranno le direzioni se far adempiere questo diritto in camera o nei locali di visita. Anche in merito alle uscite abbiamo inserito una piccola stretta, limitandole al perimetro attorno alla struttura con la direttiva di evitare i trasporti privati”.

Merlani: “C’è stata l’estensione dell’obbligo nelle scuole medie, è importante però che le mascherine siano usate in modo adeguato ma soprattutto di tipo adeguato: non vanno bene se riutilizzate spesso, sporche o messe in tasca. Le mascherine non hanno effetti collaterali, possono essere noiose o fastidiose ma è dimostrato che non scende la quantità di ossigeno nel sangue e non aumenta la Co2 nel sangue. Ci sono situazioni dove la mascherina non può essere portata ma nella maggior parte dei problemi respiratori il beneficio della mascherina è superiore al danno”.

Merlani: “I test rapidi abbiamo iniziati ad usarli nei checkpoint ed ospedali, oltre che le case anziani. Non è uno strumento in mano alla popolazione ma in mano al medico. Diffidate dei test venduti su internet, devono essere di qualità e solo prescritti e fatti dal medico, in futuro anche in alcune farmacie attrezzate. Nelle ultime settimane in Ticino la mobilità è scesa, l’uso delle mascherine aumentate, sembra che la popolazione stia capendo. Ognuno di noi deve fare le sue valutazioni: se vado a scuola è un conto, se faccio festa e poi vado a trovare la nonna in casa anziani è un altro conto. Se porto a casa al virus dove ci sono persone vulnerabili bisogna essere doppiamente attenti”.

Marina Lang, Responsabile del contact tracing e psicologa della Polizia cantonale: “Riguardo il contact tracing c’è stato un importante rinforzo del dispositivo, per volontà anche della confederazione. Il Team conta quasi 50 lavoratori, 2 medici di supporto e 44 operatori, tutti reclutati tramite l’URC. Per far fronte alle necessità operative e rendere l’attività più snella abbiamo sviluppato una nuova piattaforma informatica che sarà arriva dalla prossima settimana”.

Marina Lang: “Il dispositivo attuale permette di evadere circa 200 dei 300 casi giornalieri in media. I 100 restanti in genere vengono raggiunti nelle 24 ore successive. A volte ci vuole più tempo, ci sono casi più difficili. Il servizio di contatto è in fase di ampliamento, gli orari si allungheranno fino alle 20:30 sia per la ricezione che per la risposta via mail. Sul territorio abbiamo 1’898 persone in isolamento e 3’206 in quarantena. L’età media dei positivi è di 47 anni e i codici Swisscovid sono ad oggi 1’450, dall’inizio dell’utilizzo. Stiamo assistendo a una diminuzione di quarantene per caso positivo: il dato è in discesa, circa 2 persone ogni caso positivo. È il segnale che c’è un effetto e il rispetto delle misure. Per i luoghi di contagio non siamo più in misura di dire con precisione, con la maggior parte dei casi la cui fonte è sconosciuta. Però, dai dati di chi dalla quarantena passa alla positività, la maggior parte dei casi avviene in famiglia”.

Marina Lang: “Su internet si trova ora un diagramma esplicativo sulle procedure in caso della presenza di sintomi. Se ho questi sintomi mi metto immediatamente in autoisolamento e contatto il mio medico di famiglia. Se non fosse raggiungibile chiamo la guardia medica che deciderà se procedere con il tampone. Se si procede con il tampone riceverò l’esito: se negativo per sms, se positivo da telefonata, che confermerà l’isolamento e le date di isolamento. Cosa posso fare se ho l’esito positivo? Posso prepararmi con la lista delle persone che son state in stretto contatto con me, con un formulario che trovate sul sito del cantone. Ricordo che per quanto concerne le persone che vivono sotto lo stesso tetto, queste automaticamente andranno in quarantena”.

Marina Lang: “Se sono stato in stretto contatto con un positivo, cosa succede? Se sono a rischio mi metto in quarantena, se sono un conoscente valuto se sono protetto dalla soglia dei 15 minuti. Chi si mette in quarantena avrà un attestato di quarantena nel caso avessi necessità di comunicare al datore di lavoro. In questi 10 giorni di quarantena se avessi dei sintomi seguirò la procedura quanto prima, segnalandolo al medico. Altrimenti all’11esimo giorno posso uscire dalla quarantena. Per il datore di lavoro fa testo la mail che inviamo che per chi è in quarantena, per chi è in isolamento il certificato medico. Ringrazio l’enorme lavoro fatto da tutti i partecipanti al contact tracing”.

DOMANDE GIORNALISTI
Il Medico cantonale può prendere posizione sui test rapidi illegali venduti a Lugano?

Merlani: “Mi ripeto, se uno fa un test inaffidabile va in giro con un risultato mentre dovrebbe averne un altro. Si mette in pericolo la salute”.

Il turismo ha contribuito a potenziare il contagio in Ticino?

Merlani: “Ogni incontro è un potenziale contagio, poi se guardiamo bene i dati a livello europeo vediamo che la situazione è più o meno identico. Non credo sia stato il turismo che ha fatto la differenza ma più la stagione”.

Lei ha detto che è come una collina e quindi la discesa sarà lenta. È così perché il virus è così o perché non abbiamo misure come altri stati?

Merlani: “La previsione sulla discesa non posso ancora farla. Potremmo anche non scendere, o arrivare a un plateau e ripartire a salire e questo dipende sia dalla popolazione che dalle misure messe in atto”.

Quanti casi sono stati effettivamente scoperti tramite l’app Swisscovid?

Lang: “I due sistemi sono complementari dall’inizio del tracciamento 1’450 codici sono stati forniti, ma noi non sappiamo quante persone ricevano il codice inserito”.

È vero che potete concedere deroghe a chi è entrato in contatto con un positivo?

Merlani: “Sono state emanate raccomandazioni a livello svizzero che spiegano che in caso di mancanza di personale in ospedale è possibile la deroga. Perché? Perché il rischio è quasi più elevato quando c’è carenza di personale. Ad oggi in Ticino l’unica possibilità di deroga solo in caso di strutture acute, strutture sanitarie ritenute quindi essenziali. Altri cantoni sono molto più larghi con le deroga. Nelle case per anziani non è il caso, c’è un’eccezione anche per il soccorso pre-ospedaliero ma solo dopo valutazione, ma in ogni caso si tratta sempre i un numero inferiore al 10% dei contagiati in quest’ambito”.

Sono sempre più le persone che riferiscono di non aver ricevuto il codice per l’app dopo aver riferito la positività. Conferma?

Lang: “I ritardi ci sono stati, adesso abbiamo velocizzato la procedura fornendolo direttamente al telefono. Ma sono due strumenti complementari ed entrambi fanno parte della strategia della popolazione”.

Le 1’898 persone in isolamento vuol dire che al momento sono positive?

Lang: “Esattamente, che hanno generato le più di 3’000 persone in quarantena”.

Merlani: “L’isolamento è la registrazione della persona per 10 giorni, se una persona è particolarmente vulnerabile la persona può restare in isolamento anche per 14 e 21 giorni. Quindi probabilmente sono di più”.

Quanti sono i casi di tamponi positivi la seconda volta nel conteggio totale?

Merlani: “I casi su cui si fa nuovamente il tampone vengono registrati con nome e cognome, quindi non va di norma ad accrescere il conteggio. Dall’altro lato metto in guardia dall’effettuare un tampone tanto per dimostrare di essere negativo. Il tampone è così sensibile che può continuare ad essere positivo per settimane, anche se la persona non è contagioso. Bisogna seguire le raccomandazioni federali: 48 ore senza sintomi, eccetera”.

Lang: “Anche il tampone effettuato per uscire dalla quarantena non sospende il periodo di isolamento se è negativo”.

Ha detto che siamo a un picco, seppur moderato. Quando caleranno i decessi?

Merlani: “Di solito ci vuole un po’ più di tempo: se abbiamo effettivamente “scollinato”, seguendo la metafora della collina, i decessi potrebbe calare tra circa una settimana. Ma per il momento dovrebbero restare a questi livelli e mantenere alta la guardia”.

Fine conferenza stampa

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Stefano Introzzi – Redazione TIResidenti

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