Misure restrittive: dal Consiglio di stato 5 nuove misure per contenere il contagio

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MERLANI:
MERLANI: "osserviamo con attenzione le strategia degli altri paesi". Veramente?
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Conferenza stampa

Raffaele De Rosa: “Dopo il mese di giugno, dove la situazione è risultata relativamente ferma, ora sono cambiate le tendenze, anche se i numeri sono sotto la decina al giorno. Le perplessità sul limite degli assembramenti oggi si traduce nella necessità di agire a livello cantonale. Già da oggi verranno applicati correttivi mirati per gestire la situazione. Dopo il caso di un giovane asintomatico, si è dovuto procedere a mettere in quarantena avventori di un locale nel Bellinzonese, ciò che ha generato un enorme lavoro, anche perché un terzo dei dati sono risultati falsi. Il Governo ha quindi deciso di procedere per salvaguardare la salute pubblica.”

Le misure entrano in vigore immediatamente. 5 i punti principali:

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  • si torna al divieto di 30 per gli assembramenti
  • nei locali massimo 100 persone per serata
  • i gestori sono tenuti a chiedere un documento agli avventori e sarà controllato il numero di cellulare tramite una telefonata
  • al personale di ogni genere di esercizio pubblico è fortemente raccomandato l’uso della mascherina
  • obbligo di quarantena per le persone di rientro da un paese a rischio. Le persone sono tenute a mettersi in contatto dopo due giorni al rientro alla hotline del Cantone

Merlani: “Sembra che qualcosa si muova anche nel nostro Cantone. I nuovi casi di infezione riguardano prevalentemente giovani e alcuni sono stati importati. È probabile che la combinazione della riapertura delle frontiere e le riaperture del 6 giugno hanno portato alla trasmissione del virus. Attualmente sono 323 le persone in quarantena, due le persone che hanno mostrato sintomi sospetti. Ci sono ancora 35 persone che mancano all’appello, che non rispondono al cellulare. Riceveranno a breve un messaggio, che dovranno contattare lo Stato Maggiore cantonale di Condotta. La buona notizia è che i nuovi focolai sono sotto controllo“.

Paolo Bianchi: “Dal 19 giugno la Confederazione ha abrogato la situazione straordinaria. Si torna a una situazione particolare, nella quale le competenze sono riattribuite ai Cantoni, ma la Confederazione può addotare dei provvedimenti. La Confederazione ha definito un numero massimo, per gli esercizi pubblici, di 300 persone durante la serata. Questa è la situazione con cui si è convissuto nelle ultime settimane. Il Cantone non ha competenza per ridurre questi limiti. Vi è però un’eccezione: il Cantone può temporaneamente adottare limiti inferiori se il tracciamento dei contatti rischia di non essere più praticabile. Questa è la situazione in cui ci troviamo. Il Governo ha quindi deciso di limitare il numero ammesso nei locali e di conseguenza il numero degli assembramenti, che vanno di pari passo. Accanto a queste misure, abbiamo preso le misure già adottate nel Canton Zurigo, ovvero di pretendere maggior rigore nella verifica dei dati di identità che vengono registrati in questi esercizi pubblici. Abbiamo informato il Consiglio federale sulle nuove misure, che ha avallato. Riteniamo che sono provvedimenti proporzionali”.

Elia Arrigoni: “Che cosa significa apporre nuove restrizioni? Gli assembramenti sopra le 30 persone nello spazio pubblico sono vietati. Fino a 30 persone devono sempre essere rispettate le regole di distanziamento sociale e di igiene. Nell’ambito della ristorazione: nel settore degli ospiti possono esser presenti al massimo 100 persone a partire dalle 18.00 fino alla chiusura. Gli esercenti devono raccogliere i dati: nome, cognome, domicilio, l’ora di arrivo e l’ora di partenza. Inoltre bisogna verificare l’identità e il numero di telefono, facendo una chiamata di controllo. Le prescrizioni valgono anche per il personale. I dati devono essere aggiornati e devono essere pronti a essere trasmessi allo Stato Maggiore Cantonale di Condotta. Si raccomanda inoltre fortemente l’uso della mascherina o della visiera. Per i viaggi internazionali: chi è tenuto a mettersi in quarantena, deve contattare la hotline del Cantone (0800 144 144) a due giorni dal rientro. Se non si dovessero rispettate queste disposizioni, si può ordinare la chiusura della struttura o della manifestazione. Vi saranno dei controlli e lavori di prevenzione“.

DOMANDE GIORNALISTI
Il consiglio Federale avrebbe dovuto introdurre prima l’obbligo delle mascherine sui mezzi pubblici? Ha perso tempo?

De Rosa: “Era un tema che discutevamo da settimane. Aspettavamo che fosse la Confederazione a introdurre l’obbligo per evitare una situazione a macchia di leopardo. È importante che abbia preso questa scelta”.

Quali sono i due focolai? I casi importati da dove vengono?

Merlani: “Si tratta di due feste private, che sono collegate. A voler essere puristi, si potrebbe parlare di un unico focolaio. È legato a movimento di studenti, che riconducono a contatti comuni. Il Woodstock non rientra in questi focolai. Nel locale c’è stata una forte esposizione al rischio, ma non un numero di contagi tale da considerarlo un focolaio. Per quanto riguarda i casi importati, arrivano tutti da paesi a rischio, salvo uno“.

In diversi Cantoni è stata discussa un’eventuale chiusura dei locali notturni. Qual è la posizione del Governo?

De Rosa: “Interveniamo in maniera rapida con le misure annunciate oggi. Ci saranno anche dei controlli, che saranno su tutto il territorio. La raccolta delle informazioni è estremamente importante. Sulla lista del locale nel Bellinzonese c’erano anche parolacce e insulti. Alcuni si sono scusati, chiamando il giorno dopo. Quindi richiamiamo al senso di responsabilità e all’ordine per evitare soluzione più estreme, che non sono escluse nel caso le cose dovessero precipitare”.

Potete fare precisazioni sulle multe?

Arrigoni: “Si tratta di multe penali, il cui importo verrà deciso in base alla situazione. L’aspetto amministrativo è legato alla chiusura di un locale nel caso in cui non presenta un piano di protezione adeguato. Per quel che concerne gli assembramenti, si tratta di distinguere gli incontri spontanei (massimo 30 persone) e una manifestazione (che deve rispettare i piani di protezione)”.

De Rosa: “Per chi non dovesse rispettare la quarantena, sono previste multe fino a 10mila franchi o 5000 franchi in caso di negligenza”.

L’app SwissCovid ha già aiutato?

Merlani: “L’invito è quello di scaricarla, le paure sui dati sono infondati. È un valido aiuto, anche se purtroppo non è un’alternativa. L’app ci dice solo chi è stato in contatto con chi, misura la distanza, senza sapere cosa c’è tra le persone (per esempio una parete di plexiglas). Nei casi che stiamo seguendo, l’app non è entrata in funzione. È interessante notare che la recluta risultata positiva aveva scaricato l’app domenica, il giorno dopo aver partecipato alla festa, si è forse reso conto della situazione”.

Quanto sono gravi i casi legati ai focolai?

Merlani: “Si tratta per lo più di 20enni, i decorsi sono stati blandi fino in questo momento. Ma questi ragazzi tornano poi dai genitori o dai nonni, rischiando di portare il virus alle persone più vulnerabili”.

Ci sono altre reclute ticinesi risultate positive?

Merlani: “Sono stati effettuati 12mila test, di questi una dozzina sono risultati positivi. Sono tre le reclute ticinesi risultate positive in caserme fuori dal Cantone, mentre una recluta di un altro Cantone è risultata positiva in una caserma in Ticino. È probabile che avremo altri casi positivi”.

Fine conferenza stampa

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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Foto: fonte Google

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