NUOVE MISURE: anche il Ticino, dopo Svitto, anticipa il Consiglio Federale

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NUOVE MISURE: anche il Ticino, dopo Svitto, anticipa il Consiglio Federale
NUOVE MISURE: anche il Ticino, dopo Svitto, anticipa il Consiglio Federale
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In attesa di mercoledì

Le misure preannunciate dal Governo centrale vengono anticipate, dopo Svitto, anche dal Canton Ticino. Il Consiglio di Stato infatti, considerata la situazione pandemica in forte peggioramento, si è riunito oggi in conferenza stampa decidendo per nuove misure di contenimento senza attendere la presa di posizione del Consiglio Federale preannunciate per mercoledì.

Specificatamente le misure prevedono, dal 28 ottobre fino al 30 novembre: mascherina obbligatoria anche all’aperto quando non c’è la possibilità di mantenere le distanze (in vigore già dal 27 ottobre), massimo 4 persone al tavolo di bar e ristoranti, distanziamento di un metro e mezzo fra i tavoli, manifestazioni private con più di 15 persone vietate e vietati gli sport amatoriali di contatto (tranne che per i più giovani).

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Conferenza stampa

Gobbi: “Il monitoraggio della situazione rimane continuo. Il nostro approccio in queste settimane non cambia, al centro c’è la tempestività, la proporzionalità e la gradualità giusta perché solo così avremo la certezza che la popolazione le possa accettare. Il Governo sa che in questa lunga maratona il successo è possibile solo con la collaborazione attiva dei cittadini. È importante che ogni cantone introduca le misure che ritiene ideali, il Consiglio federale ha lanciato una consultazione e comunicherà le decisioni mercoledì e in attesa di queste decisioni il Consiglio di Stato ha deciso di giocare d’anticipo”.

Gobbi: “Non c’è niente di nuovo, si tratta di un invito che però ora è norma. Il nostro auspicio è che diventi normalità. Saranno inoltre vietati gli eventi privati con più di 15 persone. Nell’ambito dello sport, sono vietate le attività sportive amatoriali che implicano contatto fisico, questa è una decisione molto sofferta. Nella ristorazione viene confermata la consumazione al tavolo e i tavoli devono essere separati di un metro e mezzo e le persone al tavolo possono solo essere 4”.

Gobbi: “L’obbligo della mascherina però entra in vigore già da domani. Raccomandiamo fortemente a tutte le persone a rischio di limitare al minimo gli spostamenti e di frequentare luoghi a rischio di contagio. Le scelte giuste ci proteggono, ricordiamo questo messaggio che ci permetterà di proteggerci tutti. Il Governo cantonale non può controllare ogni aspetto, ci serve la vostra collaborazione”.

De Rosa: “Durante l’estate e il mese di settembre abbiamo conosciuto una situazione capovolta rispetto alla primavera. La pressione arriva dalle regioni vicine e per questo il CdS ha deciso di agire con anticipo di fronte all’evoluzione della situazione, senza attendere o speculare le decisioni del Consiglio federale. La crescita delle ospedalizzazioni è significativa, bisogna prendere con serietà questi numeri. Gli interventi devono essere tempestivi e proporzionati”.

De Rosa: “Ora dobbiamo fare tutto il possibile per evitare misure più severe e dobbiamo farlo evitando il sovraccarico ospedaliero e salvaguardare la nostra vita sociale. È importante che i cittadini possano capire queste misure. Con la campagna di sensibilizzazione andiamo a mettere l’accento sui comportamenti virtuosi che aiutano noi stessi e gli altri. È necessario ora impegnarci insieme per rallentare la crescita dei contagi, facendo il massimo per scongiurare il lockdown”.

De Rosa: “Ora bisogna limitare i contatti, mettere in pratica le misure di distanziamento fisico ed igiene accresciuta e utilizzare la mascherina. La mascherina però non deve trasformarsi in una scusa per non rispettare le altre misure. Aumentano i letti Covid a disposizione negli enti ospedalieri e questo aumento sarà predisposto nei prossimi giorni. Con le decisioni odierne desideriamo lanciare un nuovo messaggio alla popolazione”.

Merlani: “È tipico che il lunedì mattina ci siano numeri più bassi, non vuol dire un rallentamento. Nel cumulativo si vede una certa ciclicità nei test. Il dato più importante è quello delle persone ricoverate, nelle ultime 24 ore sono state 15. Questo dato è curioso, abbiamo un tasso elevato di ricoverati in ospedale e un tasso percentuale più basso delle terapie intensive e degli intubati, sembra che ora ci sia una tendenza a ricoverare un po’ prima. La malattia non è più blanda ma c’è più consapevolezza. Rispetto al livello europeo i numeri sono molto elevati, siamo uno dei cantoni un po’ meno colpiti. Il dato dei ricoveri è abbastanza preoccupante”.

Merlani: “La cosa fondamentale da ribadire è che se uno ha sintomi deve stare isolato finché non ha la notifica del test. È importante anche che ognuno dei positivi faccia la propria lista per sapere i contatti da rintracciare per il contact tracing, tutto il processo è rallentato”.

Merlani: “La tipologia del paziente è la stessa della prima ondata. Anche l’analisi effettuata a livello svizzero, nel confronto della prima ondata e dell’ondata attuale l’età media sta rientrando a quella del primo picco. Alla Clinica Moncucco l’età media è 74, a Locarno 70 ma non vuol dire che il 100% delle persone siano malati e anziani, esistono anche persone in buona salute che finiscono in ospedale”.

DOMANDE GIORNALISTI

È vero che non ci si aspetta un boom di casi ospedalizzati?

De Rosa: “Dobbiamo essere pronti, sì. La prima ondata è durata qualche settimana, ora ci troviamo verso fine ottobre e dobbiamo essere pronti con un sistema che ci permetta di arrivare anche nei primi mesi del prossimo anno. Dobbiamo entrare nell’ottica che sarà una maratona e quindi bisogna tenere sulla lunga durata”.

Quanto è peggiorata la situazione da mercoledì?

Gobbi: “Il Consiglio di Stato si è dotato di un gruppo di accompagnamento, il Governo si affida al Medico cantonale per avere quella visione tecnica di esperienza e previsione. Siamo ancora in una situazione particolare e non straordinaria, per questo i Cantoni possono ancora decidere per sé, il gruppo tecnico ci ha fatto una lista da attuare.”

De Rosa: “Già venerdì abbiamo deciso di avere una seduta straordinaria oggi per capire le proposte del gruppo tecnico.”

Ci sono ospedali in difficoltà, trattandosi di una maratona c’è bisogno di un potenziamento a livello di personale?

De Rosa: “Abbiamo l’esperienza della prima ondata, ora abbiamo un dispositivo suddiviso in tre fasi con 60 posti di cure intense, più 7 posti al Cardio Centro e più i posti acuti in questi ospedali e in fase due un supporto dato dall’Ospedale di Viganello e quello di Faido. In terza fase rientra Novaggio e Brissago con la riabilitazione. L’estate è stata fondamentale per il personale sanitario, in questo senso il personale sanitario è pronto.”

I test rapidi non potrebbero aiutare a risolvere la situazione?

Merlani: “Il test rapido è meno specifico e meno sensibile, se risulta positivo non è così sicuro che sia positivo per il coronavirus e se risulta negativo non è certo che non ci sia il Covid. In effetti si guadagna in rapidità ma la Confederazione ribadisce che il test di riferimento è solo quello molecolare (PCR). La tempistica di questo non è ottima, ma il problema ora sta nella lista del paziente, se in media abbiamo 250 persone positive e se ognuno ha 4 persone strette sono più di mille telefonate e questo prende tempo.”

Il Consiglio di Stato richiede poco opportuno le misure dei medici nella lettera? Cosa succederebbe se il Consiglio federale dovesse andare oltre alle misure cantonali? Quanto dovremmo aspettare per l’effetto?

Gobbi: “Noi abbiamo ricevuto nel pomeriggio di venerdì il documento elaborato dal Medico cantonale, l’altro documento dell’EOC e Moncucco ricalcava quello del Medico cantonale. L’obiettivo nostro è fare passo per passo, in questa settimana vedremo le misure che abbiamo adottato e credo che sia importante seguire passo passo. Quello che è vero è che c’è una buona evoluzione, la maggior parte dei positivi non riportano un decorso grave ma posso infettare tante altre persone. Tutto dipenderà da quello che deciderà il Consiglio federale, sappiamo che ci sono diverse sensibilità e dovrà decidere anche se passare dalla situazione particolare a straordinaria.”

De Rosa: “Il tempo per vedere il risultato delle misure è di solito di 14 giorni, è importante che passi il messaggio però che il Governo segue regolarmente la situazione.”

In Svizzera probabilmente tra il 5 e l’8 novembre le terapie intensive saranno sature, sarà così anche in Ticino?

Merlani: “Tutto quello che stiamo facendo è per evitare di non arrivare a quel punto. Non significa che ci si deve sedere sugli allori, le proiezioni sono proprio quelle però le misure servono a evitare situazioni così gravi.”

Per le mascherine all’aperto anche per i bambini? Educazione fisica a scuola non cambia nulla?

Gobbi: “L’educazione fisica nelle scuole dell’obbligo rimane.”

Merlani: “Gli insegnanti di educazione fisica stanno studiando dei piani di protezione per evitare i contatti nel complesso. Per quanto riguarda le mascherine all’aperto rimane in vigore l’età delle mascherine in vigore ora.”

Eventi privati con mascherine rimane sempre 15?

Merlani: “Il limite è 15, in qualsiasi cosa. L’obiettivo è favorire il contact tracing e non vietare alle persone di andare al ristorante”.

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Stefano Introzzi – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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