NUOVE MISURE: il Consiglio di Stato alza il livello di guardia al “colore rosso”

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NUOVE MISURE: anche il Ticino, dopo Svitto, anticipa il Consiglio Federale
NUOVE MISURE: anche il Ticino, dopo Svitto, anticipa il Consiglio Federale
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In attesa di mercoledì

Il Consiglio di Stato, considerata la situazione pandemica in forte peggioramento e le ospedalizzazioni in continua crescita anche in Ticino, si è riunito oggi in conferenza stampa decidendo per nuove misure di contenimento; in particolare il livello di guardia è stato portato al “colore rosso” e il Governo auspica il ritorno alla “situazione straordinaria” per avere uniformità tra Cantoni. Inoltre da domani, lunedì 9 novembre 2020, saranno vietati gli assembramenti negli spazi pubblici di oltre cinque persone, così come le manifestazioni pubbliche e private con più di cinque partecipanti.

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Conferenza stampa

Gobbi: “Il virus continua a diffondersi, per questo abbiamo deciso nuove misure. Ci fa capire come il virus sia presente. A differenza della primavera dove le giornate diventano più lunghe siamo in autunno e ci avviamo verso l’inverno. In questi giorni abbiamo preso nuove misure che vanno a impattare sulle libertà personali ma ribadiscono il richiamo”.

Gobbi: “Sono vietati gli assembramenti con più di 5 persone, sono vietate le manifestazioni pubbliche o private con più di 5 partecipanti (salvo alcune eccezioni) e sono vietate tutte le attività sportive di gruppo salvo quelle dei bambini e dei giovani e rimangono in vigore l’attuale misure del mondo della ristorazione. Queste ulteriori restrizioni mirano a ridurre le possibilità di contatto e sono delle limitazioni della libertà emanate dallo stato, sono delle misure emanate dallo stato ed è importante che ci sia questa seria e fondata responsabilità individuale. Non saranno i divieti a sconfiggere il virus ma saranno le nostre azioni. Siamo in un momento difficile di questa salita, in questa cordata abbiamo anche delle persone fragili, abbiamo anche delle persone che non portano conseguenza di questo virus. L’obiettivo è quello di sentirsi partecipanti in maniera attiva alla sconfitta di questo virus”.

Gobbi: “La campagna formativa passa al rosso per richiamare l’attenzione. Ogni azione individuale contribuisce alla comunità di raggiungere l’obiettivo più grande, insieme facciamo la differenza e solo agendo insieme, seguendo le raccomandazioni che da mesi cerchiamo di inculcare in tutti noi. Chiediamo di supportare chi fa parte di categorie a rischio, gli anziani e chi fa fatica. Già diversi enti si sono attivati ma ravviviamo ulteriormente questo senso di comunità nel dare supporto alle persone più fragili, un supporto reciproco che fa parte dello spirito di comunità che ci ha permesso di superare la prima ondata”.

Gobbi: “Abbiamo deciso di scrivere al Consiglio federale per decretare la Situazione straordinaria in modo da decretare uniformità fra i cantoni, soprattutto per il settore sanitario. In altri cantoni lo spirito di solidarietà non è ancora stato sviluppato e abbiamo deciso di scrivere ad alcune associazioni per l’applicazione stretta delle misure anti-Covid e, inoltre, abbiamo deciso di mettere lo SMCC in prontezza e da questa settimana si riunirà per confrontarsi e per lo scambio di informazioni e significa che assieme al rosso siamo pronti a intervenire con ulteriori misure, qualora i comportamenti non dovessero cambiare. L’azione del singolo impatta su tutta la collettività. Ad oggi abbiamo 12 militi presso la Carità e una 40ina di militi della Protezione civile in diversi compiti a supporto del mondo sanitario e del tracciamento. La situazione non è di normalità, ma è seria e significa che la fase rossa che viene decretata oggi è necessaria”.

Gobbi: “Questa è una last call. Se non dovessero diminuire i contagi rischiamo davvero a prendere ulteriori misure drastiche invadendo le libertà personali. Ci appelliamo ai cittadini responsabili”.

De Rosa: “Il numero dei contagi continua a crescere e le prospettive restano critiche. La seconda ondata è arrivata più veloce e più forte e rispetto alla prima ondata ci sono ulteriori fattori. Contrariamente al mese di marzo oggi ci apprestiamo a vivere l’inverno e dobbiamo fare qualcosa per togliere la pressione dal sistema sanitario. È compito di tutti noi facendo appello al nostro appello di responsabilità dare un contributo fondamentale, ciascuno secondo il proprio ruolo”.

De Rosa: “Il Consiglio di Stato ha dato il via al nuovo sistema ospedaliero. La pressione negli ospedali è già a un livello di guardia e diventerà più forte nei prossimi giorni, non settimane. Ho potuto leggere negli occhi di tutto il personale preoccupazione, stanchezza ma anche grande coraggio e disponibilità al massimo sacrificio. Il senso di gratitudine deve tradursi nel senso di responsabilità con cui ogni cittadino vive ogni giorno questo particolare autunno. Se vogliamo aiutarli è nostro dovere seguire le raccomandazioni ed è il momento di farlo, adesso. Lo dobbiamo a noi stessi ma anche a loro”.

De Rosa: “L’aumento a saldo è di 15-20 pazienti in più ogni giorni nelle strutture Covid. d’intesa con gli ospedali il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario rafforzare il dispositivo ospedaliero, la capacità viene aumentata a 82 letti di cure intense, 20 letti di cure intermedie, 320 letti nei reparti acuti e altri 150 letti per il trattamento stabili per i quali non si prevede un passaggio nelle cure intense (Faido, Viganello e Castelrotto), oltre a una 30ina di letti nelle cliniche di riabilitazione”.

De Rosa: “Se gli obiettivi non dovessero essere raggiunti il Consiglio di Stato dovrà considerare la riduzione delle attività e sarà costretto a bloccare la chirurgia non urgente. Non possiamo spostare tutti i sacrifici al sistema sanitario. Stiamo chiedendo tanto alla popolazione ma se questo non dovesse essere sufficiente dovremo limitare le libertà”.

De Rosa: “La casistica di pazienti è molto simile a quella della prima ondata. Circa il 25% ha meno di 60 anni e il 15% tra i 60-70 anni e il 25% oltre gli 80 anni. Un ricovero su 4 oggi ha meno di 60 anni e poco meno della metà ha meno di 70. Alle strutture troviamo malati di 31 anni, 45 anni. Tutti possono venire esposti a un decorso grave della malattia. È necessario rendersi conto che dietro ogni numero c’è una persona”.

De Rosa: “Ci stiamo impegnando a rispettare quel delicato equilibrio. In alcune case il virus purtroppo è entrato, oggi sono circa 170 i residenti positivi, anche nelle case per anziani i contagi sono in aumento e la situazione è seguita molto da vicino. Ora sono le singole case a comunicare direttamente e pubblicamente i contagi interni, in particolare quando questi implicano misure su tutto l’entourage della casa. Tanto più riusciremo a ridurre la circolazione del virus nella società saremo in grado di tutelare le fasce a rischio della popolazione. Il virus circola in maniera molto rapida e diffusa ovunque ma sono convinto che questa solidarietà e questo senso di responsabilità, questa capacità di fare unione ci permetteranno insieme di fare la differenza”.

Vitta: “Il 2020 è un anno difficile. Tutti stiamo rinunciando a delle libertà. È un anno in cui ognuno ha dovuto introdurre nuovi cambiamenti. Questo 2020 ha influito sulla vita quotidiana ma anche sulla nostra economia e la nostra economia non è un’entità astratta.”

Vitta: “Ora questa seconda ondata crea ulteriore incertezza. Il Governo continuerà a sostenere la propria economia che rappresenta una linfa vitale per il territorio. Per questo motivo partecipiamo attivamente alla consultazione avviata dalla Confederazione, è un nuovo strumento di sostegno che permetterà di agire in maniera complementare. In queste settimane la Confederazione darà le linee di guida.”

Vitta: “Uniti ce la faremo. Una frase che ci accompagnerà per i prossimi mesi che ci aiuterà a superare questo difficile momento. È necessario unirsi per fare qualcosa insieme e noi insieme tutti abbiamo un obiettivo che condividiamo, quello di superare questa nuova ondata di crisi. Qualità queste che abbiamo dimostrato nella prima fase della crisi, il momento è difficile e per superarlo dobbiamo davvero limitare alcune cose rispettando le regole d’igiene. Continuiamo tutti noi ad agire con consapevolezza, con coerenza e così che la nostra libertà possa tornare. Noi ci siamo.”

DOMANDE GIORNALISTI
Cambierà la situazione senza lockdown?

De Rosa: “È importante ricordare due aspetti che sono differenti e molto diversi. In marzo uscivamo dall’inverno e siamo riusciti a superarla con il lockdown e il governo nella seduta di oggi vuole definire questa “last call” perché vengano raccolti gli avvertimenti e le misure. Da diversi giorni registriamo una crescita di circa 20 ospedalizzati al giorno e le proiezioni prevedono numeri più importanti. Questo non sarà sostenibile se le misure non verranno comprese, il messaggio è quello di darsi una mano insieme per fare la differenza per aiutare gli operatori al fronte”.

In che senso precettare il personale sanitario?

De Rosa: “Anche in questo caso stiamo vivendo una situazione diversa rispetto a marzo. Rispetto a marzo i timori avevano già spinto molte persone a non recarsi più negli studi medici. Oggi la situazione è differente, nel senso che da un lato abbiamo capito che è importante mantenere determinati interventi. Ci sono cantoni che hanno provveduto a diminuire determinate attività, cercheremo di avere una collaborazione spontanea e se questo non sarà possibile non potremo fare altro che precettare del personale sanitario. Non vogliamo un blocco generalizzato, sarà importante comunque trovare il giusto equilibrio ma garantire la medicina del territorio”.

Si dice che non basterebbero i milioni per i casi di rigore, è d’accordo? Quali sono i tempi della messa a disposizione dei nuovi sostegni?

Vitta: “I 400 milioni erano stati valutati prima di questa accelerata della seconda ondata. Se riuscissimo a raggiungere il miliardo ci sarebbero più risorse ma sottolineo che questi vanno ai casi di rigore, gli aiuti per il lavoro ridotto ci sono ancora. Sui tempi concordo che la Confederazione ha annunciato dal primo dicembre ma considerando i paletti messi non verranno distribuite dal primo dicembre. Quando questo virus sarà alle spalle comunque dovremo rilanciare l’economia, i cambiamenti di questo virus hanno un carattere strutturale”.

Nelle cinque persone sono conteggiati i bambini? Una riunione di lavoro o una cena a casa rientra nella manifestazioni? Cosa succede?

Gobbi: “Se c’è la festa di compleanno di bambini sono cinque bambini e basta. Non è tanto a scuola il problema ma dopo e quindi la responsabilità è quella dei genitori. È una limitazione, lo so, ma bisogna evitare di organizzare feste o festicciole. In questo momento è uno dei grandi problemi che riscontriamo tra i contagi. Anche per le cene a casa massimo 5, rispettivamente la riunione professionale è professionale ed è strutturata con piani di protezione”.

È l’ultima chiamata. Sono ulteriori misure dopo le varie settimane. Vi appellate nuovamente alla responsabilità individuale, quanto è vicino è un mini confinamento?

Gobbi: “Altri cantoni hanno già adottato misure restrittive forti. Il Consiglio di Stato emana delle misure ma ognuno di noi deve essere responsabile facendosi proprio le norme di comportamento. Ma è importante che ognuno di noi sia responsabile, questo è l’aspetto della ‘last call’”.

Un chiarimento riguardo ai rapporti con l’Italia. Le frontiere rimangono aperte per tutti i frontalieri?

Gobbi: “Le regole che vigono in Italia vigono solo in Italia. Il controllo delle frontiere è di competenza federale, abbiamo già fatto le nostre richieste”.

Per lo sport. Sono comprese i corsi in palestra, i corsi di danza e il teatro?

Gobbi: “Sono vietate tutte le attività sportive di gruppo. I corsi in palestra, quindi, non potranno essere effettuati”.

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Stefano Introzzi – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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