MASSIMILIANO AY: persona corretta e politico pragmatico. Realista e concreto.

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Nostro Ospite Vip di questa sera è Massimiliano Ay, deputato in Gran Consiglio in rappresentanza del Partito Comunista.

A Massimiliano Ay facciamo i nostri complimenti per il suo lavoro in parlamento, sempre molto pragmatico, ma soprattutto per l’uso corretto degli strumenti a sua disposizione con il fine di essere veramente efficace.

Massimiliano grazie per aver accettato di rispondere a qualche nostra domanda che ci permette di capire meglio in cosa consistono l’iniziativa parlamentare inoltrata a maggio e la mozione ultimamente inoltrata.

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Iniziamo dall’Iniziativa parlamentare con la quale si vuole che chi riceve un incentivo fiscale debba rimborsare lo Stato qualora abbandonasse il Cantone.

Secondo lei perché uno Stato, oltre a sobbarcarsi dei costi (infrastrutture, traffico, amministrazione ecc..), dovrebbe concedere degli incentivi ad aziende e imprenditori che si vogliono insediare solo per loro opportunità, ma in definitiva non hanno alcun legame con il nostro territorio e tanto meno con i nostri residenti?

A mio avviso lo Stato può concedere incentivi particolari in situazioni eccezionali, ad esempio per favorire un certo tipo di industria innovativa, ma questo non significa ancora fare regali fiscali. Come Partito Comunista siamo molto cauti sul tema sia perché vorremmo che tutti pagassero le imposte in maniera equa come peraltro dice la nostra Costituzione, sia perché effettivamente esiste il rischio che si importino sedicenti imprenditori che se ne approfittano ma non hanno alcuna sensibilità né sociale né ambientale verso il nostro territorio.

Non trova che sia poco deontologico lasciare insediare aziende che, in gran parte, già impoveriscono altre parti del mondo, favoriscono lo sfruttamento di ragazze e ragazzi costretti a lavorare già a “tenera età” e inquinano mezzo globo?

Sì certo, il problema però è il dogma del capitalismo e il relativo concetto di “libertà economica” garantito dalla legge che troppo spesso viene difeso a spada tratta (ancora nell’ultima seduta del Gran Consiglio dal presidente del PLRT Bixio Caprara) senza rendersi conto che sta diventando piuttosto una “libertà di sfruttamento”. I comunisti vogliono sì difendere i lavoratori, ma riconoscono anche gli sforzi di quei piccoli e piccolissimi imprenditori legati al nostro territorio che oggi sono schiacciati dalle multinazionali.

Cosa chiede oggettivamente con la sua iniziativa parlamentare?

Il Partito Comunista è preoccupato dall’impoverimento del tessuto produttivo del nostro territorio e per questo vogliamo sia frenare le delocalizzazioni sia evitare di attrarre imprese estere che sono solo interessate a sfruttare (finché conviene loro) alcuni privilegi. La mia iniziativa parlamentare parte dal presupposto già oggi esiste una clausola di rimborso qualora un’azienda che ha ricevuto agevolazioni fiscali decida di stabilirsi fuori Cantone entro 5 anni dal termine dell’agevolazione. Ora la mia iniziativa propone maggiore severità aumentando il periodo di restituzione a 10 anni.

Perché solo entro un termine di 10 anni e non un termine entro il quale tutti i costi provocati e i minori introiti siano effettivamente ammortizzati dallo Stato ed anche dai rispettivi Comuni?

Guardi, le dirò in tutta franchezza che io sarei anche disponibile a parlare apertamente di nazionalizzazione per quelle aziende ritenute strategiche per lo sviluppo del Paese che decidono di fuggire, perché altrimenti continueremo a stare sotto i ricatti di un padronato che pensa solo ai soldi e non al benessere collettivo. Purtroppo però gli equilibri politici non sono favorevoli a soluzioni troppo radicali almeno finché il Partito Comunista avrà solo un deputato in parlamento.

Pensa che i suoi colleghi saranno oggettivi quanto lei? Secondo lei, quali partiti potrebbero sostenere la sua iniziativa?

Purtroppo no, perché la maggioranza sia in Gran Consiglio sia in Consiglio di Stato è in mano a partiti che difendono gli interessi del grande capitale, non certo dei lavoratori e nemmeno delle PMI. Naturalmente auspico che almeno Verdi e PS possano sostenerci e magari alcuni deputati con un po’ di sensibilità sociale anche di altri schieramenti, ma sono sempre molto pochi.

Passiamo alla mozione con la quale chiede al Consiglio di stato di dotarsi di un programma informatico che stima i costi di delocalizzazione di un’impresa? A che Pro per Chi?

Questa mozione non contrasta in sé il fenomeno delle delocalizzazioni, ma propone solo uno strumento (peraltro già in uso presso la Confederazione) chiamato “Cost-Differential Frontier calculator” che farebbe capire a molti imprenditori che spesso delocalizzare non conviene nemmeno a loro, perché non c’è solo l’attrattività fiscale da considerare, ma altri fattori come le infrastrutture, la manodopera, ecc.

Sarebbe quindi un servizio ulteriore per queste Imprese, oppure calcolerebbe anche i costi non ammortizzati dallo Stato e dai Comuni?

Oggi molte aziende ragionano solo in termini finanziari, ma scordano altri fattori, come la volatilità dei cicli produttivi sui beni ad alto valore aggiunto che spesso vengono demoralizzati. Diciamo quindi che questo strumento permette alle imprese di calcolare i costi reali derivanti da una delocalizzazione, ad esempio l’allungamento della catena di produzione, le scadenze delle spedizioni, i costi di magazzino, la diminuzione della ricerca.

Questa mozione potrebbe riallacciarsi alla sua precedente Iniziativa parlamentare?

Questa mozione come detto offre uno strumento “neutrale”, poi è chiaro che se un’azienda che ha ricevuto degli sgravi si intestardisce e vuole comunque andarsene, scatta quello che proponevo nella precedente iniziativa parlamentare e cioè la restituzione dei privilegi concessi dallo Stato. Su questo non si deve transigere!

Grazie mille al nostro ospite Massimiliano Ay per la pazienza, ma è necessario che i nostri TIResidenti siano informati correttamente e possano rendersi conto de lavoro fatto da alcuni politici che possono passare ingiustamente in secondo piano

Massimiliano si ripresenterà alle prossime elezioni cantonali?

Sto terminando la mia prima legislatura in Gran Consiglio e mi candiderò di nuovo in aprile sempre per il Partito Comunista. Ma ci terrei a dire che a contare deve essere il progetto politico e non il singolo deputato. Senza il Partito Comunista il parlamento sarà molto meno attento su tante questioni, per questo ce la metteremo tutta per mantenere il nostro seggio. Lo faremo presentando una lista con molti giovani, ma saranno giovani preparati, che cioè hanno già alle spalle un’esperienza politica e istituzionale perché noi vogliamo promuovere chi si impegna sul serio e non solo chi sa parlare bene.

Potremo quindi contare di ospitarla a breve su questa rubrica di TIResidenti?

Volentieri. Visto che molti media censurano sistematicamente le attività e le proposte del Partito Comunista, la vostra apertura vi fa onore.

E noi la accoglieremo a braccia aperte. Tanti cari auguri per un’ottima campagna elettorale.

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte fotografica: Google Images

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