PREFERENZA INDIGENA LIGHT: 9 febbraio, l’applicazione light non funziona?

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preferenza indigena light
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Applicazione della preferenza indigena light, Albertini con Ticino & Lavoro lo aveva già sviscerato 3 anni fa, le pecche e le mancanze degli Uffici Regionali di Collocamento ticinesi non aiutano disoccupati.

Sono passati 3 mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo di notificare i posti vacanti e le ricerche di personale per quei settori e ambiti economici nei quali il tasso di disoccupazione è uguale o superiore all’8%.

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La SECO, cioè il braccio armato di buone parole e positività del Consiglio Federale, già il mese scorso aveva cantato vittoria e lodato la nuova prassi.

Ora, dopo 3 mesi, già un’associazione padronale inizia a torcere il naso. Gastrosuisse è arrabbiata e giudica negativi i primi passi della preferenza light. Gastrosuisse raggruppa un settore con oltre 200 mila persone occupate ed ha una fluttuazione di personale impressionante.

A quanto pare gli uffici regionali di collocamento, creano una burocrazia eccessiva, non sono tempestivi e non si attengono alle scadenze previste, forniscono profili di candidati non idonei.
Le loro performances sono di 1 candidato occupato su 7/8 richieste.

Per legge gli URC dovrebbero rispondere alle ricerche di personale entro 3 giorni dalla notifica, ma pare che i tempi non solo non siano rispettati addirittura si va dagli 8 giorni fino addirittura 14 giorni. Un ritardo che, per un settore che deve rispondere in tempi brevi pressati dalla stagione turistica, oltre a non essere professionale è pure intollerabile. A questo problema di tempestività, si aggiunge l’incapacità di definire i diversi profili professionale, perché pare che per gli URC, ad esempio, Chef de rang, cuochi diplomati, e ausiliari di cucina siano praticamente un tutt’uno.

A prescindere che l’associazione degli albergatori e ristoratori sia una di quelle a più alto rischio di dumping salariale, sotto occupazione e alle nostre latitudini d’incentivazione del frontalierato e i loro giudizi siano da prendere con le necessarie pinze, l’attuale organizzazione e professionalità degli URC, specialmente in TICINO mostrano di fare acqua e lasciano veramente a desiderare.

Se dirigenti e personale degli URC pretendono puntualità, qualità e impegno dai disoccupati iscritti, previo sanzioni a volte anche pesanti, anche noi cittadini abbiamo il diritto di PRETENDERE puntualità, qualità e impegno da parte dei dirigenti e personale degli URC e dovremmo poter chiedere che vengano presi provvedimenti nei loro confronti.

Sarebbe ora che i cittadini possano avere pari e reciproci doveri e diritti nei confronti dell’amministrazione pubblica. È ora che anche gli uffici amministrativi possano essere chiamati alla cassa con multe e sanzioni come è loro prassi farlo verso il cittadino, quasi sempre il cittadino più debole e bisognoso d’aiuto.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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