PRONTO SOCCORSO OBV: una giornata di mala sanità? L’odissea di un nostro caro Amico, membro di TIResidenti

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L’arrivo al pronto soccorso e la comunicazione che la moglie, già seriamente ammalata, è a rischio embolia polmonare

È lunedì 18 marzo 2019, alle ore 13.30. Il nostro amico arriva al pronto soccorso dell’ospedale beata vergine di mendrisio con la moglie, già affetta da gravi patologie genetiche, che da qualche giorno soffre di dispnea e forti dolori
renali e ossei.

All’accettazione, oltre ad annunciarsi, segnala che la moglie è ad alto rischio di embolia polmonare, infarti ossei, infarto miocardico, ictus. Dopo circa 20 minuti un’infermiera che si occupa del triage, viene avvisata delle problematiche e specialmente il problema
dell’embolia polmonare.

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La lunga attesa in sala d’aspetto

La sala d’aspetto del pronto soccorso è gremita. Durante la lunga attesa in sala d’aspetto vedo un’anziana di 90 anni in sedia a rotelle, che, arrivata alle 11.30 del mattino, sta aspettando il medico…..

Un’altra signora con tre fratture polso/mano è in attesa di farsi metterle un gesso o una stecca.

Ore 15.00 e sono ancora lì

Alle 15.00, per mia moglie ancora niente e nessun medico che si sia degnato di rivolgergli una parola. Nessuna attenzione nemmeno per la signora anziana. Ha invece più fortuna la signora con le fratture che viene finalmente curata.

Se non vuole aspettare vada in un altro ospedale….e la rinuncia alle 16.15

Alle 16.00, un’infermiera comunica alla signora novantenne che dovrà attendere ancora 1 ora e mezza prima di essere visitata da un medico.

Alle 16.15 il nostro amico chiede informazioni al personale della ricezione quando sua moglie sarebbe stata visitata e la risposta non è stata delle più delicate: ” ce ne siamo andati a casa. Quindi ammalata e marito decidono di desistere e lasciare il pronto soccorso nell’indifferenza del personale.

Naturalmente il nostro amico ha contattato l’emato-oncologo che già ha in cura la moglie che gli ha prescritto e indicato i medicamenti necessari da assumere.

La mattina di martedì, festa del papà

La mattina successiva il nostro amico ha portato la moglie all’ospedale Civico di Lugano. Per fortuna è stata visitata subito e fatto le analisi del sangue. È subito emerso che avrebbe potuto avere una EMBOLIA POLMONARE (informazioni date all’accettazione e all’infermiera dell’obv).

La moglie è stata poi sottoposta ad angiotac e ora si trova ricoverata all’ospedale Civico di Lugano

Tutto è bene ciò che finisce bene, ma il nostro Amico desidera far sentire la sua voce verso chi non ha fatto il proprio lavoro:

“UN SENTITO GRAZIE AL PERSONALE DEL PS OCL”! Mi auguro che la Direzione EOC prenda provvedimenti contro questi personaggi dell’OBV

#TicinoResidenTI  #malasanità #eoc  #pianificazioneospedaliera #dss

Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte fotografica: Google Images

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