RIMBORSI SPESE CDS: Non è un circo, sebbene pure il circo è roba seria. Un peccato che il rapporto di minoranza non sia passato in prima istanza.

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Il rapporto di minoranza non ce l’ha fatta in prima istanza sebbene fosse una dei pochi contributi intelligenti in questa vicenda

Henrik Bang ha attirato la nostra attenzione rispondendo fermamente e con ragione a “Il Mattino” sulla vicenda dei rimborsi dei consiglieri di stato, discussa e votata in Gran Consiglio.

Un “pari e patta” che non rende giustizia al rapporto di minoranza che propone e chiede il rimborso delle spese telefoniche degli ultimi 5 anni e la restituzione della differenza tra le due mensilità di stipendio pieno senza controprestazione e due mensilità di pensione ai consiglieri di Stato beneficiari che hanno lasciato la carica nel 2011 e nel 2015.

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Sarebbe stato troppo aspettarsi  dai commissari di minoranza di convincere i propri gruppi parlamentari ad una concretizzazione?

Pare di sì. Come cittadini ci aspettiamo che i gruppi parlamentari in Gran Consiglio si confrontino al fine di trovare SOLUZIONI e non di trovare scappatoie per non assumersi responsabilità.

Peggio ancora se queste scappatoie vengono utilizzate poi per mera propaganda partitica ed elettorale. Anche se ci troviamo in campagna.

Un rapporto pragmatico e responsabile nei confronti di tutti i TIResidenti

Riassumiamo quindi il ragionamento dei commissari dei quali Henrik Bang si è fatto portavoce, sottoscrivendo il rapporto di minoranza e difendendolo quale relatore davanti al Gran Consiglio.

Il Rapporto di minoranza condivide il principio di non dare seguito, per motivi giuridici e di logica, alla pretesa di risarcimento nella forma indicata dal deputato Matteo Pronzini.

Del rapporto di maggioranza non si condivide però la mancanza di indicazioni sulle richieste di rimborso, demandando le conclusioni unicamente alla discussione in Parlamento, senza permettere al legislativo di prendere una decisione chiara sugli scenari disegnati.

La volontà di chiudere una vicenda incresciosa invocando le responsabilità parificate alle stesse di qualsiasi comune cittadino

Al di là della stretta legalità, la minoranza dei commissari ritengono che si debba giustamente affrontare la vicenda, concretizzando e quantificando la richiesta al Governo e porre fine alla questione restituendo quanto percepito senza legittima causa.

Come qualsiasi impiegato che riceve 300 franchi di troppo, per fare gli interessi del Canton Ticino il Consiglio di Stato deve infatti sentire l’obbligo di richiedere indietro ai membri ed ex membri beneficiari, i soldi versati in eccesso senza sufficiente base giuridica, questo pur ammettendo la loro buona fede.

Cari Gran Consiglieri: avete sollecitato un mandato e i vostri elettori ve lo hanno dato. Dimostrate almeno la vostra responsabilità e lavorate per risolvere i problemi di questo malmesso Cantone

#TicinoResidenTI   #rimborsi #consigliodistato #pianofinanziario #psticino #legadeiticinesi 

Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte fotografica: Google Images

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