SALARI FRONTALIERI: chi è causa del suo mal.. pianga anche per noi.

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SALARI FRONTALIERI: chi è causa del suo mal.. pianga anche per noi.
SALARI FRONTALIERI: chi è causa del suo mal.. pianga anche per noi.
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Lavoro e reddito

Come sempre molto interessanti i dati emessi dal nostro ufficio di statistica e davvero molto singolare l’interpretazione in un articolo de La Provincia di Sydney Rampani, frontaliere e Amministratore del gruppo facebook “Frontalieri Insubria“.

Se da una parte infatti si rileva che:”C’è qualcosa che non va nel sistema produttivo ticinese. Da un lato cala il numero di frontalieri (scesi di 2.700 unità nell’ultimo anno, ndr), dall’altro aumentano i residenti in assistenza. Cosa ci dobbiamo attendere da qui ai prossimi mesi?” dall’altra ci si stupisce di quanto un frontaliere guadagni meno di un residente in termini assoluti di salario (in media dai 300 ai 1300 chf /mese) a parità di mansioni sempre secondo la statistica.

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Frontalieri e residenti

Sarà per caso che può accettare una salario minore non avendo la cassa malati da pagare obbligatoriamente a fine mese? Sarà per caso che può accettare un salario minore perchè ad esempio paga il 10% mediamente di tassazione al posto del 60% che mediamente paga su un salario medio alto un suo connazionale in Italia? Sarà per caso che NON dovrebbe accettarlo evitando così di creare dei problemi enormi ai residenti?

E nessuno si chiede quanto questa divergenza influisca in termini di sostituzione del personale residente con quello frontaliere considerato il netto risparmio a parità di competenze che ha certificato questo studio per i datori di lavoro?

I danni della libera circolazione

Davvero una vergogna, una statistica che nero su bianco certifica (caso mai ancora ce ne fosse bisogno…) quanto sia stato grande il danno che la libera circolazione ha creato al mercato del lavoro in Ticino per tutti gli attori coinvolti, sia frontalieri che residenti, peggiorando in modo inequivocabile la qualità di vita da entrambe le parti a favore dell’unico vincente di turno: le aziende (stranamente quasi sempre di “importazione“).

Gli imprenditori infatti si sono trovati sempre con più potere contrattuale davanti a delle risorse sempre più qualificate ad un “prezzo” sempre minore.

La domanda ora sorge spontanea: ma quando la nostra politica (e soprattutto i nostri sindacati) si sono schierati a favore di ulteriori sgravi fiscali per le aziende non potevano almeno legarli a fatti concreti di miglioramento per i residenti in particolare in disoccupazione e/o in assistenza?

E gli accordi fiscali?

Domani i ministri degli Esteri d’Italia (Enzo Moavero Milanesi) e Svizzera (Ignazio Cassis) faranno il punto operativo della situazione a Lugano dopo il blocco degli accordi fiscali ad opera dei “due ragazzini” pentastellati in cerca di voti facili sul confine; curiosi di vedere se almeno questa volta in cui il “diritto internazionale” non può essere tirato in ballo, la nostra politica avrà la forza di ripristinare e concludere un lavoro bilaterale che aspetta una conclusione fin dalla sua reciproca accettazione nel 2015 a causa della mancanza totale di potere contrattuale della nostra politica nei confronti di Roma.

E pensare che gli accordi fiscali, in un sol colpo, di fatto annienterebbero il dumping salariale e l’effetto sostituzione allineando i frontalieri ai loro connazionali, fiscalmente parlando, impedendogli quindi di accettare salari di fatto non più appetibili nemmeno per loro.

Le reazioni della politica

Quindi vi raccomandiamo, mentre l’italia reclama i suoi frontalieri, una parte della nostra politica pensa di risolvere i problemi facendo la spesa fuori dal confine o addirittura trasferendosi ad abitare all’estero e osservando che per trovare un lavoro basta volerlo, vi raccomandiamo come TicinoResidenTI un voto consapevole per le prossime elezioni; seguiteci, grandi novità a breve.

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

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Foto: fonte Google

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