SALARIO MINIMO E MERCATO DEL LAVORO: non vi riconosco. Cosa sta succedendo a Palazzo delle Orsoline?

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Continua la diatriba sul salario minimo e non solo

Pare che in Ticino non si riesca più a trovare soluzioni condivise per arrivare ad una benedetta soluzione. I gruppi in Gran Consiglio si bocciano e copiano a vicenda come se non ci fosse un domani. In Consiglio di Stato invece ci si è specializzati in restauri e cosmesi di correzione per coprire crepe, macchie e bubboni.

Il salario minimo cantonale non è ancora realtà e ora ci si potrebbe chiede se mai sarà realtà perché alla base non può ancora vantare un accordo politico. Il giocattolo è rotto da molto, forse troppo tempo e intanto i gruppi in Gran Consiglio buttano sul tavolo ogni sorta d’arnese per aggiustarlo, convinti che il loro ferro sia ineguagliabile.

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Il risultato del voto popolare del 14 giugno 2015, ancora una volta viene schiaffeggiato dal governo e preso a pedate dalla sottocommisione della gestione incaricata di NON trovare una soluzione condivisa.

Mentre sul mercato del lavoro si marcia sul posto o si regredisce

La campagna elettorale o meglio rielettorale gioca un ruolo importante per la riesumazione del mercato del lavoro. Rispunta rinnovato interesse almento fino al 7 aprile prossimo. Ma con l’interesse spuntano anche le contraddizioni di questo sempre più complesso mercato.

Vediamo l’evoluzione in Ticino nell’ultimo decenio (2008 – 2018)

Le persone occupate sono aumentate di 34’100 unità a 236’200, vale a dire il 16.9 % di crescita.

La parte del leone la fa il settore terziario con 18’000 unità in più, cioè il 27.3% di crescita e il tempo parziale con 15’400 persone, vale a dire il 27.3% di crescita

Di queste la parte di frontalieri è di 18’204 unità a 63’144, vale a dire il 40,5 % di crescita
Dei 18’204 frontalieri in più, 16’533 sono finiti nel settore terziario

I lavoratori notificati sono raddoppiati passando da 13’854 nel 2008 a 26’757 del 2018.

Di questi 16’392 impiegati da un datore di lavoro e 7’694 assoldati da un committente locale, mentre 2’671 sono entrati come indipendenti.

I disoccupati iscritti all’URC (statistica SECO) sono diminuiti di 1’676 unità, pari al 1.5%, mentre i senza lavoro (statistica ILO) sono aumentati di 2’900 unità, vale a dire un aumento sempre del 1.5%.

Il prossimo 25 gennaio parteciperemo alla presentazione da parte del governo e degli specialisti del mercato del lavoro ticinese e sapremo forse dirvi di più.

#TicinoResidenTI   #dimensionedisoccupazione #lavoro #salariminimi #frontalieri #notificati

Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte fotografica: Google Images

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