Ticino: il 30 maggio cambia tutto; De Rosa, “usiamo la mascherina”

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CONSIGLIO DI STATO: nuova conferenza stampa sul coronavirus, 20.04.2020
CONSIGLIO DI STATO: nuova conferenza stampa sul coronavirus, 20.04.2020
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Conferenza stampa

Gobbi: “Visti i dati sanitari siamo soddisfatti, dopo molti giorni bui questo raggio di sole scalda l’anima e ci permette di guardare con maggiore positività l’estate. Dal 4 maggio siamo allineati alle disposizioni federali che stanno vivendo una rapida evoluzione, soprattutto per quanto riguarda le aperture. Non tutte le decisioni sono lineari, come le discoteche che devono chiudere a mezzanotte”.

Gobbi: “Dal 30 maggio cambia tutto ma le accortezze sono le solite. Il virus non è svanito, nella fase acuta della crisi i cittadini hanno dato prova di grande responsabilità e hanno dato fiducia alle autorità rispettando le normative. Ora in questa terza fase sono le autorità che devono dare fiducia ai cittadini affidandosi ai loro comportamento individuale e collettivo. Dal 6 maggio riaprono i campeggi, le associazioni in Canton Ticino si sono prodigati a dare le assicurazioni alle autorità federali, ci sono zone comunitarie che però sono state gestite con responsabilità dai gestori. Difficilmente un gestore di un’attività turistica vuole avere problemi”.

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Gobbi: “Lo stato particolare permette di dare ordinanze, e questo permette di intervenire qualora necessario. I dati danno idea di una diffusione minore del virus ma non significa abbassare la guardia, il comportamento individuale e collettivo è assolutamente necessario, è anche per questo che lo slogan di questa fase diventa ‘Distanti ma vicini, proteggiamoci ancora’”.

Gobbi: “Il Consiglio federale va avanti verso il 15 giugno ma per quanto riguarda l’Italia la situazione è ancora delicata, i dati della Lombardia non sono ancora ottimisti. Bisognerà capire anche i controlli sanitari ai confini. In Ticino ci siamo trovati a scalare la montagna più alta della Svizzera dal punto di vista di questa pandemia, ora ci aspetta la fase più critica. Dobbiamo avere prudenza ed è questa la parola chiave di questo periodo”.

De Rosa: “I dati sui nuovi contagi continuano a rimanere incoraggianti anche a fronte delle nuove aperture, a caratterizzare le aperture è sempre stata la politica dei piccoli passi e della prudenza che assieme al grande senso di responsabilità hanno permesso di schiacciare la curva dei contagi. Il CF ieri ha cambiato il registro della situazione, ma preferivo sinceramente quando Berna si appellava alla modestia e alla cautela, è importante chiedere alla popolazione attenzione e sensibilità per l’igiene, il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. Sarà la responsabilità del singolo a fare la differenza in futuro”.

De Rosa: “Possiamo costruire una nuova normalità dando priorità a quanto davvero conta nella vita. In particolare il CdS ha adottato la nuova risoluzione governativa con cui si riducono i posti Covid nelle cure intense presso la Carità e la Clinica Moncucco. Dal 18 giugno saranno mantenuti 15 posti in cure intense e una 50ina di posti in reparto e alcuni posti in riabilitazione”.

De Rosa: “I Centri di primo soccorso di Acquarossa e Faido saranno agibili fino al 31 luglio 7/7 giorni. I reparti di neatologia torneranno a essere in vigore dal 1 luglio a Lugano mentre dal 1 agosto quelli a Mendrisio. Se così sarà potremmo festeggiare la nostra festa con molto orgoglio perché vorrà dire che il contagio sarà basso, bassissimo. Il Consiglio di Stato conferma che a fare stato oggi è la pianificazione ospedaliera in vigore e in questo contesto non va sottostimato della ripresa della attività ordinaria”.

De Rosa: “Ci sono direttive in cui si definiscono le riserve di materiale che ogni struttura deve garantire, la direttiva è stata preparata sull’esperienza dei mesi scorsi. Si obbligherà a fare uno stock di materiale di protezione per continuare l’attività anche in periodo di crisi”.

De Rosa: “Si intende trovare un equilibrio per le case anziani, per questo motivo il Medico cantonale sta preparando le nuove direttive. Ieri anche il CF si è rivolto direttamente agli anziani dicendo loro di riprendere le loro abitudini. È chiaro che nelle case per anziani risiedono persone vulnerabili ma va trovata una nuova normalità ed è già praticamente pronta. Saranno possibili visite in camera e saranno possibili tornare ad abbracciarsi. Non sarà facile ma è necessario trovare le giuste modalità per tornare a garantire le visite ai residenti in tutta sicurezza. In questi mesi la tecnologia ha dato un significativo colpo di mano ma è importante tornare a un ‘tu per tu’”.

De Rosa: “La pandemia ha dato sicuramente un notevole pontenziale alla tele-medicina. Il Governo ha deciso di confermare fino al 30 giugno i check-point Covid in Ticino. Ma la tecnologia non basterà, bisognerà tornare all’affetto del personale sociosanitario”.

Cocchi: “Un cambiamento, un’altra volta. Tutte le misure decise ieri hanno delle ripercussioni sul nostro lavoro cantonale. Ci sono degli adattamenti da mettere in atto e soprattutto un cambiamento radicale è quello degli assembramenti spontanei che salgono a 30 unità a partire da sabato. Dal 6 giugno rimangono vietati gli assembramenti spontanei sopra le 30 persone e le manifestazioni sopra le 300 persone. Naturalmente, quello che continua a valere quello che da mesi conosciamo e che nell’ultima fase ritorna all’ordine del giorno: portare le mascherine quando la distanza non può essere garantita”.

Cocchi: “I cittadini ticinesi hanno capito le misure da mettere in campo e la mascherina è una delle misure importanti per garantire lo stato di salute. A seguito delle attività si sono attivati gruppi di lavoro, uno più importante è il livello di monitoraggio della popolazione: l’attività di prossimità che dovrà diventare un must anche per quanto riguarda l’estate che è alle porte. Le polizie comunali ritornano alle loro attività principali, abbiamo dimostrato di avere la fiducia dei cittadini. Non mi stancherò mai di ripetere: la responsabilità personale che è la base di questa situazione, se ognuno segue queste 4 semplici regole non si ritornerà alla situazione di crisi”.

Merlani: “Vediamo che nelle ultime settimane ci sono stati pochi casi ma non è che si è smesso di fare il test, anzi. La percentuale dei test oscilla attorno all’1% di positivi. Nell’ultima settimana sono stati fatti 294 test, 96 test e via dicendo. Si testa molto ma il virus circola poco ma non significa che non c’è. Significa che bisogna adattare il nuovo modo di vivere alla realtà. Devo ammettere che ero preoccupato sulle aperture dell’11 maggio ma ad oggi vediamo che la situazione non si muove, dobbiamo continuare con prudenza ma possiamo allentare”.

Merlani: “974 persone hanno aderito e 266 persone non hanno risposto nemmeno al secondo sollecito. A oggi sono stati fatti più di 450 test, più della metà sono state sottoposte al primo test. L’obiettivo è seguire l’evoluzione per vedere chi si infetta, chi era positivo che perde gli anticorpi”.

Merlani: “Si sta rivelando uno strumento efficace grazie al fatto che i contagi sono pochi e tranne degli scivoloni individuali puntuali i numeri dei contatti sono veramente pochi e questo permette di mantenere cifre basse. Ad oggi sono in isolamento 18 persone e 28 sono le persone in quarantena. Il cittadino ha ben capito che cosa sono i contatti a rischio ma ribadisco l’uso della mascherina, sono degli strumenti efficaci che ci aiutano ad acquisire questa nuova normalità, se cominciamo a vivere la vita di prima è probabile che il virus ripartirà. Se si fa attenzione, se si usa la mascherina sicuramente aiuterà a tenere basso il tasso di trasmissione e convivere con questa nuova realtà”.

Merlani: “I dati sono bassi, se il virus può portare a una devastazione nelle strutture, dobbiamo anche ammettere che vedere i propri cari dà un benessere psicofisico. Visto che se temiamo alla nuova onda se non apriamo ora non potremo più riaprire. Anche le strutture con le persone più fragili desterà preoccupazioni ma è necessario aprire queste strutture. Ho nelle mani la direttiva del 27 maggio, nei prossimi giorni uscirà e sarà necessario mettere un piano di protezione settoriale, sarà possibile riprendere attività socializzanti e anche i professionisti da fuori potranno cominciare a entrare nelle strutture e riprenderanno le visite all’interno delle strutture, inizialmente verranno allargati gli orari nelle sale di visita, sarà possibile in situazioni particolari effettuare visite nelle stanze degli ospiti che non sono in grado di uscire dalla stanza. Dall’8 giugno sarà possibile mettere in atto la direttiva. La stessa cosa anche per le strutture acute”.

Merlani: “Capisco la voglia di uscire, ma non vuol dire che il virus è sparito. Il virus c’è, tornerà e probabilmente farà anche una seconda ondata. La parola d’ordine diventa convivenza con un ospite sgradito con un ospite non se ne andrà. In quest’ottica chiudo ribadendo quanto ho già detto. L’indice di mobilità media: se prima eravamo sopra la linea zero, durante il lockdown siamo arrivati fino al -70% di mobilità e negli ultimi giorni siamo tornati al +25% ma questa mobilità deve essere accompagnata dalle misure di protezione”.

Gobbi: “Anche per i nostri anziani si sta alzando il sole all’orizzonte. Questi sono segnali positivi, ma richiede l’aspetto di responsabilità che ci permetterà di convivere con il virus senza che diventi di nuovo un problema. Prudenza non vuol dire avere paura ma avere rispetto di un fenomeno. Una seconda chiusura non sarebbe sopportabile da più punti di vista”.

DOMANDE DEI GIORNALISTI

“Frontiere. Il ricongiungimento famigliare in Italia come funziona?”
Gobbi: “Non è ancora chiaro perché le discussioni nella Penisola sono ancora in corso. I ricongiungimenti sono un tema importante anche per i nostri cittadini, qui bisogna capire l’allineamento che andrà fatta. Dobbiamo attendere soprattutto le decisioni del lato italiano”.

“Case per anziani. Sarà dall’8 giugno la riapertura? Gli istituti sono stati riforniti di materiale, è un errore perché c’erano lacune? Per i controlli, le polizie comunali torneranno a fare lavoro di prossimità ma la popolazione deve segnalare? Ieri il GC ha dato al via libera alla riforma sociale, è una riforma pensata ai tempi pre-pandemia, ci vuole qualcosa di più?”
De Rosa: “È stato un segnale importante, la riforma sociale è stata accolta e arriva in un momento delicato, 17milioni che arrivano per le persone più in difficoltà. Il CdS ha messo a disposizione una serie di provvedimenti e stiamo facendo anche altre riflessioni con altre misure che stiamo approfondendo per complementare quello che fa la Confederazione, in Ticino sono stati versati già 41 milioni per la IPG Corona. Si tratterà di capire da Berna quali misure verranno rinnovate. Per quanto riguarda il materiale di protezione, erano tre sul piano pandemico i dispositivi raccomandati: mascherine chirurgiche, ffp2 e ffp3 e per i guanti sanitari. La Confederazione non aveva inserito il disinfettante perché era prevista per una pandemia influenzale e non per qualcosa come il Covid. I dispositivi di protezione all’inizio nella farmacia cantonale disponevamo di numeri superiori di quelli prestabiliti dalla Confederazione. Il farmacista cantonale ha avuto un ruolo sussidiario per la fase acuta della crisi”. Merlani: “Il materiale c’era e c‘è stato a sufficienza, quello che è successo è che in alcune strutture erano al limite della riforniture. Il problema ora è chiarire quanto è il consumo, non per l’uso abituale della mascherina in tempi normali ma capire l’uso in tempi pandemici, come per il Covid. Lo Stato è intervenuto, non ci sono stati problemi perché tra l’altro sono cambiate le raccomandazioni dell’uso della mascherina e del tempo per indossarla. Per le case anziani, l’entrata in vigore è di per sé immediata ma ci sono cose per cui debbano costruire dei dispositivi di protezione”. Cocchi: “Le segnalazioni sono importanti, ci permette di smistare per chi è di competenza. Invito la cittadinanza a fare la segnalazione ma sarà chi è professionalmente dedicato alla situazione a emanare poi le direttive. Quello che è importante è che da parte del cittadino bisogna rendersi conto che il disegno cambia. Il 5 era facilmente visibile mentre 30 persone assembrate su una piazza porterà più problemi”.

“Quale posizione prende il CdS per la data del 3 giugno per l’Italia?”
Gobbi: “La data del 3 giugno non è condivisibile, soprattutto per la situazione epidemiologica in Lombardia. In questo senso le discussioni in corso potrebbero essere verso il 15 giugno con una graduale apertura. Anche se inizialmente era il 6 luglio, ma le scelte devono essere coordinate con tutte gli altri Paesi. Sono in corso gli aggiornamenti per capire come si andrà verso una libera circolazione, perché sarà graduale”.

“Se il 3 giugno l’Italia dovesse riaprire le frontiere i cittadini svizzeri potranno andare a Como o Milano?”
Gobbi: “Il 3 giugno non è una data certa, nemmeno per l’Italia. Non c’è una base legale per vietare i cittadini ad andare in Italia ma dipenderà poi che cosa vorrà dire tornare, se fare o meno la quarantena”.

“Riaprono i locali notturni, i locali erotici. Questi devono presentare un piano ma come verranno verificati? Dal punto di vista della pericolosità del virus. C’è l’attenuazione della pericolosità nel periodo estivo?”
Cocchi: “Queste aperture sono valide dall’8 giugno. Come la Confederazione ha fatto nelle direttive precedenti. I piani di sicurezza devono essere garantiti come è stato fatto per la ristorazione, le associazioni cappello devono garantire la messa in atto di questi dispositivi di protezione. Ci sarà questa possibilità di intervento da parte degli agenti della polizia per una continuità delle attività che andranno a toccare i controlli. Abbiamo potuto appurare che l’aiuto reciproco portano sempre soluzioni positive. Si parla adesso nell’ambito delle manifestazioni sportive chi organizza una persona deve garantire le distanze e il tracciamento”. Merlani: “Siamo nella pura speculazione. Il Coronavirus in generale presenta una stagionalità come l’influenza, se guardo il Brasile però dove sono nel pieno caldo sono in piena salita del picco quindi l’aspetto mi lascia perplesso. Sull’aspetto della pericolosità è più un aspetto biologico. Il coronavirus è un virus tendente a mutare e potrebbe presentare anche una malattia leggermente diversa”.

“Preferivo quando Berna si appella alla modestia e alla cautela, quanto c’è uno scarto?”
De Rosa: “Sono state anticipate delle aperture e da giugno c’è davvero un’accelerazione in diversi settori e soprattutto preoccupa il numero per gli assembramenti. Questo è comprensibile perché in numerosi cantoni la percezione è bassa, per questo c’è stata una notevole pressione per andare verso una riapertura più veloce. Però penso che visto quello che abbiamo vissuto in questi credo che sarebbe stato auspicabile andare più lentamente. Questi punti mi fanno preoccupare”.

“A livello di tracciamento dei contatti. È uno strumento molto efficace ma come si farà se aumenteranno i contagi?”
Merlani: “Non cambia l’efficacia ma l’attuabilità. Il rischio di perdere anche i contatti è presente, io metto in guardia all’appoggiarsi troppo al tracciamento perché tutte le altre misure esistono e rimangono valide. Si continuerà finché ha senso farlo ed è probabile che se dovessimo salire velocemente sarà compito nostro mettere in atto e potenziare il tracciamento. La stessa task force ha stimato che ci potrebbero essere fino a 2 mila persone che si occupano del tracciamento, 100 in Ticino”.

“Revoca sulla situazione straoardinaria, cosa cambierà per il Ticino?”
Gobbi: “Noi abbiamo lo stato di necessità che interviene quando la situazione è straordinaria e particolare. Significa che l’incisività di alcuni interventi è meno, come abbiamo visto ieri. È uno strumento del CF che permette di chiamare in servizio l’esercito per l’assistenza”. De Rosa: “È stata annunciata una legge urgente federale Covid in settembre. Attendiamo questa bozza di legge che sarà messa in consultazione ai Cantoni”.

“Riaperture case per anziani, per le strutture di disabili?”
Merlani: “Ora la direttiva verrà allineata a quella delle case per anziani, possiamo aprire di più anche le strutture per disabili. Le persone sono generalmente meno fragili quindi ci saranno ulteriori allentamenti anche lì”.

Fine conferenza stampa

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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Foto: fonte Google

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