Ticino: il Consiglio di Stato dichiara lo stato di necessità fino al 30 giugno

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CONSIGLIO DI STATO: nuova conferenza stampa sul coronavirus, 20.04.2020
CONSIGLIO DI STATO: nuova conferenza stampa sul coronavirus, 20.04.2020
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Conferenza stampa

Norman Gobbi: “Deciso il prolungamento dello Stato di necessità fino a fine giugno. Importante dare un respiro allo Stato maggiore e mantenere alta la guardia. Bentornati in Ticino è il messaggio che vogliamo dare a chi sceglie di visitare il nostro Cantone da oltralpe, ma anche per i ticinesi che approfittano del nostro territorio. Se chiediamo rispetto per il nostro cantone oltralpe noi dobbiamo fare lo stesso. Mi proteggo/ti proteggo è legato al rispetto degli altri. Su decisione delle autorità federali dal 28 maggio si potranno tenere di nuovo le funzioni religiose. Ci fa molto piacere ma anche loro dovranno seguire misure di protezione accresciute. La Curia ha già predisposto questi piani di protezione. Non sarà permesso lo scambio del segno di pace. Prevista la possibilità di cene con più di 4-5 persone e ulteriori passaggi verso la normalità, questi verranno comunicati dal Consiglio federale settimana prossima“.

Elia Arrigoni: “Su 864 esercizi controllati, trovate 142 mancanze. Queste lievi infrazioni sono state corrette sul momento. Spesso mancato mantenimento della distanza sociale, clienti serviti al bancone e problemi nei posti all’esterno. Altri problemi: chiusure ritardate, mancata disinfezione, aperitivi ai tavoli e mancanza di una zona d’attesa per la clientela. Dialogo costruittivo con gli esercenti. Se si riscontrassero delle deroghe questi verrebbero però richiamati, e come ultimo stadio sanzionati. Raccomandata la mascherina o visiera protettiva per lavori dove non si possono mantenere distanze sociali. Particolari difficoltà se il pagamento avviene alla cassa, consigliato utilizzo della carta e non del contante. In tutto le zone del Ticino rispetto delle norme ma anche qualche mancanza. Vista la voglia dei cittadini di tornare alla normalità è importante che gli esercenti si sforzino di far mantenere le regole. Al ristorante, i gruppi devono essere di un massimo di 4 persone, se questi gruppi interagiscono il proposito della legge viene a cadere.

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Giorgio Merlani: “3287 casi positivi oggi, 2 nuovi rispetto a ieri. 49 pazienti ricoverati in reparto, quasi tutti in riabilitazione. 4 persone in terapia intensiva. 344 decessi complessivi. Riguardo i test sierologici 1500 persone sono state contattate, 940 hanno già dato conferma o partecipato ai test. Più di 200 test fatti e 218 persone hanno rifiutato. Il test del tampone raccoglie un campione di saliva o di muco, per valutare la presenza del virus. Il virus è “vittima del suo successo”, ormai il tampone è così sensibile che non si può sapere se si tratta di un virus attivo o solo frammenti di virus. Non si può sapere al 100% cosa significa il risultato. Un test positivo vuol dire presenza di materiale genetico, ma non dice nulla sulla contagiosità. Un altro problema sono i falsi negativi: 20 persone su 100 hanno la malattia ma questa non è rintracciata dal test. E queste persone magari agiranno come se non fossero contagiate. La questione quindi non è semplice“.

Merlani: “L’unica cosa che dice il test sierologico è se la persona è entrata in contatto con il virus, vista la presenza degli anticorpi. Quello che non è chiaro è l’affidabilità dei test, quindi invito la popolazione alla cautela. Quando il test è affidabile, il risultato ci dice che la persona è entrata in contatto con il virus, ma non dice che la persona sarà protetta per sempre. La paura è quindi che una persona trovata positiva creda di essere immune e non mantenga più le misure di sicurezza. Ma è una falsa sicurezza. Il pericolo delle mascherina a valvola. Non sono assolutamente sensate le mascherine a valvola, che vedo sempre più in giro: la valvola fa uscire il respiro, se si tossisce attraverso questa valvola addirittura si proiettano i fluidi verso le altre persone. Ci si limiti a mettere le mascherine chirurghiche.”

Marina Lang: “Il contact tracing ha l’obiettivo di tenere sotto controllo il contagio. Questo viene eseguito da agenti specificamente formati. In supporto possibili anche militi della protezione civile. L’attività è di contattare quotidianamente le persone positive, disporre l’isolamento e dare tutte le indicazioni in merito. Allo stesso tempo, rilevata la positività, si provvede a risalire ai contatti nelle 48 ore precedenti, in particolare le persone con cui è avvenuto un contatto stretto. Tutte le persone della lista verranno contattate e informate su come provvedere all’isolamento. Questa si trova nel bellinzonese e serve a chi non può rimanere in isolamento a casa. Questo è testimoniato dai dati: al momento 24 persone in isolamento, 44 in quarantena. Il tasso è di 2/3 persone in quarantena per ogni test positivo, che testimonia la partecipazione della popolazione. In un caso recente si è dovuto mettere in quarantena 10 persone. La task force è stata voluta a inizio crisi su indicazioni del medico cantonale. Ci siamo concentrati inizialmente al supporto per operatori sanitari e socio-assistenziali, per oltre 40 giornate di attività lavorativa. Abbiamo allestito una hotline, ancora attiva 250 richieste di supporto. Hotline raggiungibile al 0800 144 144. Le problematiche psicologiche arrivano in genere dopo l’ondata epidemica, in una seconda fase. I campanelli d’allarme: disturbi del sonno, dell’attenzione, irritabilità, scatti d’ira, aumento del consumo di alcol e psicofarmaci. Ognuno è invitato a fare un bilancio e a tenere conto delle sue difficoltà. È tra queste due spinte che si può trovare un equilibrio, senza esagerare in nessuno dei due sensi.

DOMANDE DEI GIORNALISTI

Questione mascherine: è ipotizzabile renderle obbligatorie almeno sui mezzi pubblici o nei centri commerciali, visto che non c’era la base legale nemmeno per tenere gli over-65 in casa?

Merlani: “Importante la responsabilità individuale, prima di tutto. Un cittadino informato fa la scelta giusta, chi viene costretto magari si opporrà senza capire.”

Gobbi: “La responsabilità individuale è stata la chiave di successo di questa prima ondata del coronavirus. Anche se esistono le regole, senza la presa di coscienza difficilmente avremmo ottenuto dei risultati.

Non temete che delegando le decisioni ai cittadini si crei un “effetto movida”, come assistito in città come Basilea?

Gobbi: “L’elemento è anche la disponibilità di reazione. Le autorità basilesi hanno reagito in ritardo, che ovviamente crea un comportamento negativo. Questi comportamenti devono essere richiamati e contrastati immediatamente. Le autorità ticinesi sono intervenute regolarmente nel contrastare situazioni di potenziale infrazione, con il principio della proporzionalità

Arrigoni: “Sull’ampio numero di controlli svolti si sono registrate solo lievi mancanze, in generale. Ma quanto constatato a tutti gli orari fa sì che si possa partire dal presupposto del rispetto delle norme nella maggior parte dei casi.

Ci sono molte strutture o esercizi pubblici che non prendono i contatti di chi ci va. Come influenza il contact tracing?

Lang: “La porta d’entrata per il contact tracing è il soggetto positivo. Noi non procediamo con il contatto tramite gli esercizi pubblici ma tramite la persona stessa e i contatti che ricorda di avere avuto.

Arrigoni: “Ricordiamo che la lista per gli esercizi pubblici è un elemento facoltativo, che può aiutare ma non è l’unico elemento utilizzabile. Ricordiamo che in genere se si riserva al ristorante il numero lo si lascia in automatico.”

Merlani: “La nostra quotidianità è così cambiata che forse non ci ricordiamo più delle differenze: il contatto stretto in questi giorni in genere lo si ha con poche persone, di cui in genere ci si ricorda, come parenti e amici. Siamo talmente attenti a questi aspetti che ora il contact tracing è molto più fattibile.

Se tutto procede come deve andare, dall’8 giugno si potrà riprendere a fare partitelle tra amici?

Gobbi: “Come detto gli assembramenti rimangono adesso limitati al numero di 5 persone, indifferentemente dalle finalità dell’incontro. I Cantoni ora hanno chiesto una maggiore proporzionalità su questi numeri.”

Arrigoni: “Ci sarà un allentamento graduale, proporzionale e coerente con la curva epidemiologica, ma si potrà rispondere solo in futuro.

Ci sono novità a livello federale per la riapertura dei campeggi?

Gobbi: “L’autorità federale ha mantenuto questo allentamento all’8 giugno. Purtroppo nonostante le richieste di varie organizzazioni turistiche ticinesi questo limite rimane, e ricordo che in Ticino vige un divieto di campeggio fuori dalle aree attrezzate

Come si valuta un’apertura bilaterale delle frontiere e come procede il dialogo con la deputazione ticinese alle camere federali?

Merlani: “Il movimento delle persone favorisce l’aumento dei contatti. Non è tanto la frontiera ma la situazione epidemiologica nel nord Italia è diversa. Quindi in caso di scambi potrebbe aumentare la frequenza di scambi con portatori del virus.”

Gobbi: “Oggi nell’incontro con la deputazione abbiamo richiesto di essere coinvolti nel dialogo con l’Italia. Si è ribadito che la data del 3 giugno è stata decisa unilateralmente dall’Italia, anche a livello europeo. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni, vista anche la risalita dei dati negli ultimi giorni. Milano ha vissuto un lockdown molto più stretto rispetto al nostro, ovviamente la riapertura di una così grande metropoli dev’essere osservata in maniera attenta. Non a caso anche New York, per esempio, è stata un focolaio importante. I contatti proseguiranno settimana prossima.

Oltre ai risultati dei test sierologici, si hanno notizie sulla sperimentazioni di terapie con il plasma di pazienti guariti?

Merlani: “Lo studio è in corso presso l’EOC ma non ho dettagli in merito

Quanti tamponi vengono fatti ogni giorno? Per il contact tracing: è utilizzabile nel caso di un’ipotetica seconda ondata, con molti più casi rispetto a quelli odierna?
Merlani: “Nel concreto l’indicazione al test è stata fortemente ampliata: ora chiunque ha sintomi compatibili, anche solo uno, ha il diritto ad essere sottoposto al tampone. Questo per dire che la disponibilità c’è. Al momento a livello svizzero la percentuale di test positivi è dell’1%, da noi ancora del 2-3%. 250-300 test al giorno in Ticino.
Lang: “Si sta già pensando a come proseguire in caso di numeri più importanti, sarà un’attività di medio-lungo termine.
Dalla riapertura delle scuole si sono verificati casi nelle scuole, tra docenti o allievi?

Merlani: “Al momento non mi risulta

Fine della conferenza stampa

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Laura Valdene – Redazione TIResidenti

Fonte foto : Google

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